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rossodisera = oboe sommerso rossodisera = oboe sommerso

oboe è in lutto:ad Oslo la notte di martedi 22 febbraio 2011, l'amico Luigi Di Ruscio ci ha lasciati
di ruscio - casa della poesiaNella foto da sx verso dx  Tommaso Ottonieri, Andrea Cortellessa, Walter Pedullà
 
Cronaca della presentazione di Cristi polverizzati Appunti sul vulcanico Di Ruscio -
Roma, 13 maggio, Casa della Letteratura.
 
Avevo letto di Angelo Ferracuti, la prefazione di Poesie Operaie - Edizioni Ediesse, raccolta antologica del poeta Luigi Di Ruscio. Una prefazione coinvolgente che inizia dal viaggio di nozze in Norvegia del Ferracuti, nel Luglio del 1987, dove sosta ad Oslo alla ricerca del poeta italiano Luigi Di Ruscio e sfocia, dopo aver parlato della storia letteraria del poeta, in una serata del 2005 a Macerata, quando il nostro Luigi torna nelle sue Marche per una lettura pubblica.
Ecco come Ferracuti descrive dettagliatamente la figura del poeta, la sua anima: …"trovarselo di fronte sembra davvero un proletario preistorico che se ne frega altamente di tutte le forme canoniche. Spirito militante…”
 
Così quando martedi 13 maggio, Luigi, fa ritorno in Italia per la presentazione dei suoi”Cristi polverizzati” Edito dalla Casa Editrice Le Lettere, nella collana Fuori formato diretta da Andrea Cortellessa, io sono più che preparato.
Sede della prima tappa del tour delle presentazioni è la casa della Letteratura a Roma. Qualche minuto oltre le 18,00 Di Ruscio, finalmente, varca l’ingresso della Casa della Letteratura e dopo essersi soffermato per un attimo all’entrata, si avvicina con un’andatura leggermente claudicante ma decisa, verso il capannello di persone pronte ad accoglierlo, fermo appena fuori la sala che lo avrebbe ospitato per la presentazione. In mano, una misteriosa busta di plastica ciondola a tempo col suo passo. Marilena Renda, tra i curatori del libro, io, ed altri venuti per conoscerlo di persona ( non moltissimi per la verità qui a Roma, eppure poeti e lettori romani ce ne sono…, sarà molto diverso per le altre presentazioni) ci avviciniamo a lui un po’ timidamente, stringendogli la mano e sussurrandogli all’orecchio ognuno il proprio nome. Il partoir di oratori, già in sala, è di assoluto livello: Andrea Cortellessa, Tommaso Ottonieri, Walter Pedullà ( in rigoroso ordine alfabetico).
 
 A quel punto, tutto è pronto per andare in scena. Luigi prende posto a fianco di Walter Pedullà, “apostrofandolo” con tipica inflessione marchigiana: “Hai letto il mio libru”? – (assolutamente unico!) Da lì a poco, apparecchia la porzione di tavolo davanti a sé, tirando fuori da quella non più misteriosa busta di plastica, tutta la sua storia letteraria, i pochi reduci libri rimastigli.
Niente di nuovo dal fronte, per me, ero preparato, ma l’impatto live è comunque scenografico. Così come quando gli oratori parlano del libro: “Dello strusciamento orgasmico, del documentarismo radicale, del terziario realismo preso alla radice che lo anima, mediante una scrittura straziata e triturante, ricca di digressioni che ricordano il jazz (ensemble Ottonieri-Pedullà-Cortellessa)”e bla bla bla …, Luigi si manifesta impastando la sala con tutto il suo neorealismo innato, si alza e va a sedersi tra il pubblico per sentire da lì come arrivano le voci, fregandosene di ogni formalità, schema o scaletta precostituita, togliendo e ridando la parola agli intervenuti, a suo piacimento. Lo smarrimento dei presenti è comunque estemporaneo, comprendiamo presto, tutti, di partecipare ad una presentazione unica nel suo genere, che forse non scorderemo e che soprattutto si è in presenza di un uomo, un poeta, uno scrittore autentico, in tutte le sue rappresentazioni, venuto da lontano per raccontare in poco più di un’ora la sua storia, ma anche di riflesso quella di un’Italia, seppur da lui sbirciata dal ’56 tramite un oblò scandinavo, che non esiste più, tramontata per sempre nell’oblio degli anni. All’atto pratico, insomma, Luigi, mantiene le aspettative del poeta che è, dimostrandosi un grande comunicatore, con un’umanità devastante, antropologica, corporea. Gli stessi prefatori, presto, intelligentemente si arrendono, gli lasciano campo: è la sua battaglia, il suo momento, il giorno, finalmente, della resurrezione di un poeta in corpore alla patria natìa. Tutto questo, amici, in un fine pomeriggio di tarda primavera, a Roma, in Italia, in barba agli ingiustificati assenti e agli sconquassi contemporanei.
                                                                                                                       Roberto Ceccarini
   
Luigi Di Ruscio è nato a Fermo (AP) nel 1930, emigrato in Norvegia nel 1957 dove ha lavorato per anni quaranta in una fabbrica metallurgica, sposato con Mary Sandberg con cui ha avuto figli quattro. Ora è in pensione.Ha pubblicato questi libri:
 
Poesie
1 ) Non possiamo abituarci a morire. Prefazione Franco Fortini, Schwarz, Milano, 1953.
2 ) Le streghe s’arrotano le dentiere. Prefazione Salvatore Quasimodo, Marotta, Napoli, 1966.
3 ) Apprendistati, Bagaloni, Ancona, 1978.
4 ) Istruzioni per l’uso della repressione. Presentazione di Giancarlo Majorino, Savelli, 1980.
5 ) Epigramma, Valore d’uso edizioni, Roma, 1982.
6 ) Enunciati, a cura di Eugenio De Signoribus, Stamperia dell’arancio, Grottammare, 1993
7 ) Firmum, peQuod, Ancona 1999
8 ) L’ultima raccolta, prefazione Francesco Leonetti, Manni, Lecce 2002
9 ) Epigrafi, Grafiche Fioroni, Casette D’Ete, 2003
10) 15 epigrafi con dedica, Battello Stampatore, Trieste 2007
11) Poesie Operaie (raccolta antologica) EDIESSE, Roma 2007
12) L’Iddio ridente. Prefazione Stefano Verdino. Editrice Zona
  
Narrativa
 1) Palmiro, presentazione Antonio Porta, lavoro editoriale, Ancona, 1986
2) Palmiro, (seconda edizione) 1990
3) Palmiro, (terza edizione) Baldini&Castoldi. 1996
4) Le mitologie di Mary, Postfazione: Mary B. Tolusso, Lietocolle, 2004
5) L’Allucinazione “affinità elettive” CATTEDRALE 2008
6) Cristi Polverizzati. Prefazione Andrea Cortellessa, Emanuele Zinato, Angelo                       
Ferracuti, edizioni: fuoriformato
 
Le recentissime recensioni di “Cristi polverizzati” sui quotidiani nazionali qui
 
http://oboe.altervista.org/audio/tuttolibri.pdf di  Massimo Raffaeli
 
http://oboe.altervista.org/audio/messaggero.pdf di Walter Pedullà
 
http://oboe.altervista.org/audio/Liberazione.pdf  di Linio Accoroni

 

 

Poesia a bocca chiusa
 
  
Non dirò:
che il silenzio mi soffoca e imbavaglia.
Zitto io sto e zitto me ne resto:
la lingua che io parlo è di altra razza.
 
Si ammucchiano parole logorate,
ristagnano, cisterna d’acque morte,
amare pene in limo trasformate,
melma fangosa con radici torte.
 
Non dirò:
che proprio non son degne neppure d’essere dette,
parole inette a dire quanto so
qui nel rifugio in cui non mi conosco.
 
Non solo limo o melma si trascinano,
non solo bestie, morti, ansie galleggiano,
turgidi frutti in grappoli s’intrecciano
nel nero pozzo dove dita affiorano.
 
Dirò solo,
arcignamente solitario e muto,
che chi ha taciuto quando io ho taciuto
non può morire senza dire tutto.
 

Tra le cose che disse: «Non pubblico la mia nuova raccolta di saggi con Einaudi perché in essa critico senza censure né restrizioni di alcun tipo Berlusconi, il quale è il ca­po del governo ma anche il proprietario della casa edi­trice, come di tanti altri mezzi di comunicazione in Italia. La verità è che quella che si è creata potrebbe es­sere definita una situazione pittoresca se il fatto che un politico accumuli tanto po­tere non facesse temere per la qualità della democra­zia.»

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cid_ii_128d9ce154dd980e1 

          I° Festival Artistico- Letterario nel verde di una bellissima campagna!

La prima piccola "Woodstock letteraria e non solo", dove troveranno spazio e voce tutte le arti:
Letteratura, Teatro, Musica, Pittura, Proiezioni
Partecipa anche tu e scopri PalchinParco su
http://palchinparco.blogspot.com/
 
Scrivici a [email protected] specificando il genere nel quale ti vuoi esprimere
così possiamo organizzare al meglio il tuo momento
 
La partecipazione è gratuita e l’iniziativa senza scopo di lucro.
 
Referenti: Daniela Rindi & Franca Forzati

il-punto-di-partenzaLucio Pacifico - Il . di partenza

Siccità

un solco riarso in mezzo alle fauci,

e qualcuno, qualche minuscolo folletto scava
con vanga e piccone.
terra dura e fredda.
simmetricamente al centro.
ed anche oggi non piove.
 
 

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Senza titolo
 
un consumo eccessivo può avere effetti lassativi
evitare l’esposizione alla luce diretta e al calore
pet
conservare in un luogo fresco asciutto pulito e senza odori
vetro a rendere
non disperdere nell’ambiente
ti auguro una morte lenta e dolorosa LE AGURO UNA MORTE
LENTA E DOLOROSA
(la emme è un ragno)
può avere effetti collaterali,
leggere attentamente il foglio illustrativo
micro logicamente pura
tenere fuori dalla portata dei bambini,
questo servizio è igienizzato automaticamente ad ogni utenza
il presente vale anche come ringraziamento
scucciat pecché nun kant?
In verità sono veramente stonato
In verità sono veramente stonato. In verità sono scontato.
L’acqua è un bene prezioso, non sprecarla
è un oscillare mediatico e stanco, È un oscillare mediatico e stanco
tra due o più situazioni
astratte:
lo studio e il non studio e il senso di colpa,
è mediatico
perché al centro dell’attenzione vi è l’appagamento,
è stanco
perché la debolezza fa accendere il televisore,
il talk show
lo zapping
AIUTARE GLI ALTRI
EGOISMO reality
 
Lucio Pacifico – voce
Guido Coscia – pianoforte
Rossano Campagnoli – batteria
Marco Sica – moog,voce
 
  

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LUCIO PACIFICO, nasce a Napoli il 21 ottobre del 1982. Nel 2005 è selezionato per la XII Biennale dei giovani artisti dell´Europa e del Mediterraneo nella sezione letteratura. Nel 2006 fonda "gruppo E3", collettivo poetico-musicale, con cui registra "Il . di partenza’. Ha collezionato 50 reading e 16 Poetry Slam nelle principali città italiane, ottenendo 3 vittorie, 5 secondi posti e 3 terzi posti. È presente in alcune antologie e cd. Nell´autunno 2008 è prevista la pubblicazione della sua opera prima, "DONA IL SANGUE", per Torino Poesia.
http://www.myspace.com/gruppoetre (per ascoltare altri brani)
 

 

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Luigi Di Ruscio- "intervista al poeta operaio"


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