progetto lettura 72 = marmo legge marmo

 IMG_3997  Possiamo definire grossolanamente dark il Romeo + Giulietta della compagnia “teatro finestra” diretto da Raffaele Calabrese che  ha riscosso grande successo di pubblico,  nell’estate pontina e romana.Una conferma dopo il sette vs Tebe dell’anno prima, che pone la compagnia come una delle realtà emergenti del panorama teatrale pontino. A Raffaele Calabrese abbiamo chiesto il modus operandi di questa rappresentazione del Romeo e Giulietta di Shakespeare

 
Può l’amore rendere libero un uomo?
È questo il tema attorno al quale si è sviluppato il nostro lavoro.
Rispondere a questa domanda è stato uno degli obiettivi principali che ci siamo posti.
Un luogo senza tempo, uno spazio cupo, desolante.
Siamo in una Verona assai lontana da quella descritta da Shakespeare, la nostra è dominata dalla violenza, dall’odio, dalla paura e rifiuto per chi è diverso. Una Verona dove la Regina Mab soffia illusioni effimere sui volti degli abitanti, dove gli uomini e le donne sono espressioni di una metamorfosi incompiuta, schiavi di simulacri e di pensieri non loro.
In questa città un giovane uomo cammina, si muove, in assoluto silenzio. E’ il nostro Romeo. Non ha nulla da dire a Verona, ai suoi abitanti, ma decide di conformarsi, mimetizzarsi, seguire le regole del branco. Uomo incompiuto e schiavo al pari degli altri.
La sua vita ed il suo destino muteranno improvvisamente quando volgeranno verso l’Oriente, quando sentirà il Sole scaldare la pelle, quando le urla di Giulietta arriveranno alle sue orecchie. Anche Giulietta non si riconosce in questa città e si allontana da tutto ciò, ponendo una distanza verticale tra sé e gli altri, stando sul balcone della sua casa, raggiungendo e rigettando ciò che è sotto di lei con la propria voce.
L’Oriente ed il Sole saranno la meta di Romeo, ma il viaggio è costellato di dolori che gli bucheranno il cuore. Le sue mani, il suo sguardo, i battiti del suo cuore cambieranno. La metamorfosi sarà osteggiata dalle famiglie: Montecchi e Capuleti saranno per la prima volta alleati per impedirgli di essere libero, un esempio per gli altri. Quel velo dovrà rimanere sugli occhi di Romeo. Quel velo, però, non potrà resistere all’irruenza dell’amore ed a lei, Giulietta. Gli strapperà i vestiti di dosso, lo spoglierà mostrando il corpo di Romeo nudo, simbolo di verità ed autenticità.
Calerà la morte su Romeo e Giulietta, ma la loro tragedia non diventerà un’epifania per i veronesi che, invece, accorreranno a coprire quel corpo nudo, negare quella metamorfosi compiuta, nascondere quegli occhi capaci finalmente di vedere. Ancora una volta lo splendore del giorno sarà oscyrato dalle tenebre della notte.
Raffaele Calabrese
raffaele
Nel 1994 entra, come attore, nella “Compagnia Teatro Finestra” e nella Compagnia “Teatrodelmar” con le quali partecipa a numerosi festival e rassegne teatrali in Italia e all’estero. (“FITAG Festival internazionale di teatro amatoriale di Girona 2002 e 2005, Festival Internazionale di teatro “Apostrophe, Prague 2003”, Festival internazionale di Stoccarda “BUNTE BÜHNE 2003”).
Dal 2002 insegna nel laboratorio Teatrale della Compagnia Teatro Finestra di Aprilia (LT), è coregista insieme a Guglielmo Ferraiola di “Risveglio di Primavera” di Frank Wedeking 2003 e di “Don Cristobal” di F. Lorca 2004. Nel 2005 cura la regia dello spettacolo “Sette contro Tebe” di Eschilo con il laboratorio della Compagnia Teatro Finestra. Insegna nel laboratorio teatrale del Comune di Cisterna ed è docente della “Scuola dei dialetti” di Aprilia patrocinata dalla Regione Lazio e dall’ETI. Partecipa a numerosi corsi e seminari tenuti tra gli altri da: Guglielmo Ferraiola, Leonardo Petrillo, Gaetano Oliva, Matteo Tarasco, Francesco Randazzo, Giuseppe Liotta, Roberto Mastellone, Carmelo Rifici, Flavio Albanese, Lorenzo Lavia e Dario La Ferla.
Nel 2006 cura la regia di Romeo+Giulietta da Shakespeare con il Laboratorio Sperimentale del Teatro Finestra.

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Commenti

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