progetto lettura 72 = marmo legge marmo

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Maria Pia Quintavalla

da “11 settembre”

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Città marina, 1 (undici settembre)                                             (litania).

Città orizzontale città sull’acqua città che bella,
tra terra e mare oceano or or , fiume riva strada
bruciano campanili dietro la riva  u n i c a  città unica,
riduzione del grande alhambra distanza, centro e terminali,
terminali luminosi - città vivente,
muse dolci e danzose la infinita bellezza, totem.

totem orizzontali totem verticali, totem santissimi
e belli t o t e m,
totem larghi e piatti, tavole piccole tavole case
barche case - lunga città di marrone e vetri,
acciaio purissimo dal sole, sì vincibile non deperibile,
impero grande litania infinito di isole code
ponti che tengono la testa sotto - mano humilitas
grattacieli piccoli e nani, regno deserto e bianco
città lercia e bellissima, ma non abbiamo più casa
dove tornare.

Città marina, 2 (11 settembre)

. . in ginocchio in silenzio adoratori
incalliti giganti, si scuote il Totem
geme urla profonde s c u o t e le fondamenta, sfila
lungo linee bianche veleggi del tempo

d o v e vene cellule c o r p o disteso si appropriano di spazio
città vascello, settima in sospensione mercuriana

e guerrieri si piantano seduti
prima del silenzio li inghiottisce banchina appostata
lungo linee nemiche, senza sole solo ombra hombres
che restano - nascosti in prigione in fila, in nuova york

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Maria Pia Quintavalla è nata a Parma e vive a Milano.
Ha pubblicato: Cantare semplice (Tam Tam Geiger 1984 prefazione Nadia Campana), Lettere giovani (Campanotto 1990 prefazione Maurizio Cucchi), Il Cantare (Campanotto 1991 prefazione Nadia campana), Le Moradas (Empiria, 1996 prefazione Giancarlo Majorino), Estranea (canzone) (Piero Manni 2000, introduzione di Andrea Zanzotto), Corpus solum (Archivi del 900, 2002 prefazione di Giampiero Neri), ultimo libro:Album feriale ( Rosellina Archinto 2005 prefazione di Franco Loi )
Ha curato le antologie: Donne in poesia, Presidenza Comune di Milano 1985, ristampa 1988, Campanotto, omonimo festival nazionale, dal 1985, Milano.
Figura in numerose antologie della poesia italiana, di cui l’ultima “Trent’anni di Novecento”, a cura di Alberto Bertoni, Book edizioni 2005.
Vincitrice ai premi: Tropea, Cittadella, Città S.Vito, Alghero Donna, Nosside, Gold Winners Nosside, Marazza Borgomanero, finalista in cinquina al Viareggio 2000.
Traduzioni in lingua tedesca su: Skema, Università di Tubinga 1988, ( a cura di Carlo Alessandro Landini), in lingua spagnola su Certa, Barcelona, 2000, ( a cura di Fabio Scotto), in lingua inglese per Yale Italian Poetry, a cura di Paolo Valesio, New York, 2005
Cura seminari sulla lingua italiana, e sul testo poetico, presso diverse istituzioni, tra cui l’Università Statale di Milano, Archivi del ‘900, libera Università delle donne, Società Umanitaria.

Immagine_370Erminia Daeder

da ” Purificanto”

Letture: Iole Toini

Raccolgo dalle ginocchia schiuma nera
nella tinozza d’alluminio che mi allontana
lungo il fascio d’acqua rigido
ellittico,

mentre le madri lasciate sparecchiano in cucina,

gli asciugamani condensano il vento
e l’alfabeto primitivo delle fitte costali,
dei colpi a rendere sui reni,
dei formicolanti salvacondotti dei gemiti.
Nella stiva bottiglie di pomodori
confortano la quotidiana attesa
di un gioco di un canto,
c’è un fortino nella pineta rampicante,
di resistenza simulata
foglie rapaci che occludono
l’esito al sangue, la parola al fiato.
C’è una sosta obbligata cui chiniamo
i capelli accorciamo le
sere rinfrescate di settembre
-colli alti all’ammasso di stelle-

lì dirigiamo ognuna la sua rotazione.

Lì i rumori del mercato, i suoni stridenti
degli uccelli e le mani scivolose dei bambini,
gli angoli d’urina e le fontane balbettanti,
i giardini bonsai tra terracotta
e lavata di calce, gli arredi parchi, gli scalini implumi
e pallidi
sotto la scia sconosciuta delle fate
poggiamo nelle scodelle madide.

Guardiamo indietro una volta,
fummo innocenti.

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Centomani

artigli d’indigenza febbrile
sorreggono
perplessa pratica di me
in residua cartilagine

ogni spasmo torna incidente
vuoto il ventre lunare
vuota la riva per sospetto di incuria

nel rumore ferroso del mare
a bordo non ho gesto
che sa farsi casa
contorno di tela è la mia sosta

striscia mimetica minerale
nell’apparenza bianchissima della notte
la pelle spalma semi vibrisse regali

dardi e sonagli in centomani
frugano
- usurpo liquori urticanti
brulicano
- profumo disaffezione tonica
calìcano
- diramo primo movimento opale
intorno al sole

ma guasto, il corpo dormiva
gelata irraggiungibile l’ultima vertebra

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‘Donna allo specchio’

Non c’è posto per un corpo così pieno
nella rissa delle voci,
in misura replicata infinitamente
tu, contemporanea, tu, irreperibile,
sillabe tronche prefiche ingenerose:
sarai- si beffano di te -
ciò che lui vedrà
o capra, o lupa, o mantodea.

Ma suoni di campane
mandorli al bivio
azzurro il santuario
incespicano nella tua retina
e l’acqua filtrando grappoli
di frenesia e collera in polline
dirupa sulle scorze dei fianchi.

Petrolio impigliato
nel ventre viola nei capelli
che scambi fango in oro
che mesci un gomito
una ciocca un graffio

e riconosci d’equinozio il volto.

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Solforosa

Metro inghiottono
corpi muti nella notte occidentale,
scheggiato bacino catodico
dal cuore annegato
a propulsione nucleare.
Serpeggia seduce
d’acciaio la promessa alta in volo
su grotte e mitra, pozzi e deserti
- di là del confine -
s’annuncia costellazione fiorita.

Anemoni cadenti,
fascine secche nell’aria sabbiosa.
Sorvolo
calabrone col muso in picchiata
pini marittimi litorali minati.
Disegno la bramma incandescente
nel peso stabile dell’esplosione.
Non arresta il concime di polveri.
Torri merlate
spruzzano gru, visiere, binari
ossidando lampare e strascichi
di creste d’ali.
In cokeria
gli dei girano le spalle
e l’usura materica, il sonno psicotropo
han potere di banno nei capannoni riarsi.

In agguato sul mio muro di cinta
- spazzatura
d’anfratti giallogrigi, mattoni
refrattari d’aromatico fossile -
ho
stabile dimora,
tra l’umida speranza e la cupezza d’ortica.

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Erminia Daeder (Taranto, 1959) insegna lettere nella scuola secondaria superiore.
Suoi scritti sono apparsi sul ‘Quotidiano’ di Lecce (1985, 1986) e più recentemente su www.musicaos.it (2005, 2007), sulla rivista ‘Pagina zero-Letterature di frontiera’(n.8, 2006), sul quindicinale di Taranto ‘La voce del popolo’ (n.13 e n.15, 2006).
Gestisce il blog ‘Lacasadelserpente’ (www.lacasadelserpente.splinder.com) e collabora con l’associazione culturale on line ‘Books Brothers, per una scrittura a trazione anteriore’.
E’ presente nell’antologia poetica ‘Navigando nelle parole’ (vol.14, 2005), Edizioni Il Filo e nel diario poetico ‘Il segreto delle fragole’ 2006 (LietoColle) e ‘Il segreto delle fragole’ 2007 (LietoColle).
Segnalata al concorso ‘Parole per comunicare 2004″ e al premio “Lorenzo Montano 2006″ per ‘una poesia inedita’, premiata con segnalazione al premio ‘Lorenzo Montano 2007′ per ‘una poesia inedita’.

5dic2004

Rita Florit

“estratti”

letture di Anila Resuli

da * Lezioni inevitabili* - Lietocolle, 2005

Gira il tempo, le notti
senza fine di automobili veloci.
Macinano stelle come pietre
squarciano il silenzio, gole tagliate
dalla falce della luna.
Non vedo alberi qui intorno
che mi ricordino chi sono.
Se radice, conchiglia o lampione
di strada.
Il presente é una prigione sotterranea,
comprime il mattino con coperchi
di latta e d’inquietudine.
Un’ombra mi osserva da distanze
incalcolabili, segue i miei passi,
m’accompagna. Si va per sepolcri
come un tempo s’andava a viole.

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Alla stazione la sera é una leggera valigia
Estranei sguardi infliggono le schegge del distacco.
Faccio della mia pelle nebbia.
Inizio il viaggio che ci separa.
Dei nostri giorni i resti, s’affacceranno
abbracciati, dal nido di porpora dell’assenza

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Cuore inquieto
di pulsagonie scarlatte
denuda questa notte
nell’abissale vaso
delle stipate lacrime

Lo sfolgorìo dilania
l’azzurrità dell’ora
di cinguettìi ricolma.
Annodo luce a nubi
tenere foglie all’aria.

La vita pulsa quieta,
solida e levigata
come rosato marmo,
come la nota espansa,
all’eco inaccessibile

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Cercala al fondo troverai la piaga
del vivere col cuore divorato
contratto espanso dilatato in sangue
fin dove strazio decreta il fluire

Cercala al centro troverai la chiave
di segreti cammini calcinati
stazioni di viae crucis infangate
in cui caduta faccia nella terra

inassolvibile fu dichiarata
da ogni incarico fu sollevata
Cercala ancora nell’esatto punto
dolente di dolcezza dolorosa

lacrimare un vessillo d’ali tese
profumare gli stracci della carne
non ancora crisalide quiescente
rosa di notte arresa non ancora

Cercala infine nella tua memoria
di trapassati prossimi universi
dendriti ricomposti dalla cura
del riveder le stelle dall’inferno

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Inedita, 2006

da *Plantae et terrae* - Portfolio i Miosotìs- edizioni d’If, 2007

La predisposizione
della luce negli interstizi
verdi accoglie sussulti
di suoni. E L’anima si tace
nell’alternanza rorida
di steli, zaffiri oceani
nel firmamento ustorio
che non dà mai pace

Acacia dealbata
Nel campo l’esplosione delle calendule,
gli occhi affacciati al cielo t’indovinano
nella mimosa che sta covando la Luce.
Sali, mio amore, dal suo irrequieto sventagliare.
Sali dalle erbe selvatiche nel gelo del mattino.
Ancora spietato, senza che il mio cuore
possa concederti la sepoltura

Crataegus oxyacantha
In bilico scrostate esposte balze
divergono nelle aperture alari
di soffici piumaggi vorticanti.
Laddove noi cademmo in abbandono
acque arrossate ceralacche appese
esala il biancospino il suo furore
snudati inermi pigolìi fogliari…
Perla di bionda luce tu ritorni
nell’incavato e acceso mio fiorire.

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Rita Regina Florit è nata a Reggio Emilia, vive a Roma.
Presente in varie antologie ha pubblicato Lezioni inevitabili, Lietocolle 2005 e l’e-book Labirinti e fuochi , Feaci ed. 2006
Ha ideato e prodotto video-poesia.Lezioni inevitabili (con Giorgio Bevignani) Varchi del rosso (con Enrico Frattaroli) Si occupa di video-poesia e promozione poetica in ambito artistico
Autrice di testi per il teatro-danza Mirra ‘96, e per installazioni Shapes ,2006.
Co-curatrice delle Mostre Fuoco e fuochi, Forte di Marina di Bibbona (Li) estate 2006 Terra, estate 2007 - Echi del cuore ,Puglia estate 2007

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Luigi Di Ruscio- "intervista al poeta operaio"


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