
Alessandro Ramberti
“poesie”
mix = vaan
Alte vie
Pupi di sassi mi guardano
- scossi da terremoti e tempeste -
lungo i baratri degli alti sentieri:
sembrano ossa di antenati
(da cui ci provengono gli istinti)
sbiancate dal ghiaccio e dal tempo…
mi sento in un quadro senza cornice
felice di esserci a respirare vedute
in cui Eco è di casa…
ripeto ogni tanto suggestivi motivi
ad accompagnare la marcia
ma muto
il pensiero
fasciato dai suoni necessari del creato
si distende, diventa più chiaro:
siamo tende picchettate in qualche luogo
un amen al respiro dell’Eterno
che si fa pista alle correnti ascensionali.
La vita screpola il muro
Una tenaglia mi squarta l’anima
che vuole riconoscere i suoi passi…
Non c’è nessuno ma sento
dei suoni raggiungermi da un punto
indistinto… Concetta
- la nonna che sapeva raccontare storie
bellissime e consigliava con l’esempio -
è certo in quel luogo
a cui applichiamo la parola Paradiso
(per i nostri orologi da più di trent’anni,
ma il suo volto sa ancora aggrapparsi al mio cuore
ed abbracciarlo adesso).
Può dunque crollare
anche la torre dei pensieri
e farsi varco l’oltre che ci ama.
Messaggio in bottiglia (su ruote)
Nei campi i filari scuotono i pampini:
i poggi accompagnano il treno
nel suo tracciato sinuoso. Forse inconsueti
cumuli grigi incombono
sul giallo spento dell’ultimo grano
inizia a piovere.
Chiudo il finestrino e scrivo questa cartolina
in cui mi muovo come l’inchiostro: i pensieri
liberi oltre lo schermo di vetro bagnato
si flettono oppure si condensano
attraversando naturalmente i confini.
***
I poeti si stancano presto
hanno pochi lettori disillusi
e c’è una melma che sommerge le idee
portandole a materia bruta:
i brevetti non servono più
per le pulsioni bastano i click.
Abbiamo perso la sfera
ci sfugge di mano lo spirito
intorpidito da editti banali e distruttivi.
La parola fratello è un’astrazione
la coppia una transizione instabile
di umori
la tradizione è una storia
sconosciuta
il dialogo una procedura
disimpegnata.
Mi chiedo:
Dove sono?
Non io soltanto
ma tutti i tu che mi accompagnano
in questo teatro senza quinte
sul quale sta calando l’Occidente.
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.
Alessandro Ramberti è nato a Santarcangelo di Romagna il 10 giugno 1960. Laureato in Lingue Orientali a Venezia ). Lavora in ambito editoriale. Ha vinto il premio l’Astrolabio con Racconti su un chicco di riso (Tacchi Editore, Pisa, 1991) e vari riconoscimenti per opere poetiche fra cui il secondo premio al Città di Mestre 2005 con la poesia Già c’è, inserita nella postfazione a Figli di Paola Castagna (Fara, 2005). Con la raccolta In cerca (Fara, 2004) ha vinto il premio Alfonso Gatto 2005 per l’opera prima (Salerno), il premio Città di Solofra 2006, il Premio Voce dal Ponte 2006 (Monopoli, BA), il premio speciale Città degli Acaja 2006 (Fossano, CN). Nel 2005 ha pubblicato la plaquette Tela di bordo in appendice al volume dedicato ai vincitori del concorso Pubblica con noi (B. Rosenberg Piccolo canzoniere di città, A. Parato, Da luoghi intravisti, Fara 2005). La silloge Pietrisco (Fara, 2006) ha vinto la V edizione del concorso letterario POESI@ & RETE 2006 (Trapani-Palermo) e la VI edizione del Premio biennale di poesia “Cluvium” 2006. Ha pubblicato con lo pseudonimo di Johan Thor Johansson il romanzo breve La simmetria imperfetta (Fara 1996).

Cari amici,