progetto lettura 72 = marmo legge marmo

8acd0f53f3152ff258c5535c838d216djpeg“Lemon”

di Zabaglio-Coffami

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Nasce progetto lettura “voci pontine”, sarà una costola di progetto lettura, una scatola nella scatola. Una sorta di riconoscimento e/o di testimonianza del prolificare di realtà artistiche, anche del nostro territorio. Gli artisti pontini, a puro fine statistico, avranno un’ulteriore numerazione identificativa rispetto alla consueta. Il loro inserimento non avrà una scadenza fissa.

C’è chi gira in lemonsoda chi in limusin
Sin sala bim
Silenzio in aula bingo vinco
E punto
Virgola.
S’inala profumo anzi fraganza d’ala di pollo
E passala bullo
Bulloni che si burlano di un vecchio catorcio
Spilorcio l’arcidiavolo a tavola con una razza di ratzingher
C’è il pappa, c’è il papato, c’è peppone e don camillo
Sardella non direbbe “meglio gangia” ci si arrangia
Con arrangiamenti a tratti proverbiali
Fatti non foste per dirigere animali
Meglio botte sulle donne mezze piene di neuroni
Se bevesse dieci litri di Peroni,
Eva pure diverrebbe una franchista curandera degli allori.
Torcioni che si burlano di grotte
Crodini sul bancone mentre direttrici espellono
Le cicatrici dicono: “Lasciateci nel segno”
Non c’è raggio di sole in questo giorno di ciclistica
Al massimo cerchioni o raggi rotti che ti mandan fuori pista
Al muro! Mi gridavi
ora c’hai le quattro ruote più forate di un modello di Versace
Fuori moda e fuori tempo
io t’inseguo come un cane e lo scoiattolo
t’insegno come prete insegna al discolo
T’Il Segno Della Croce (Padre madre figlio e pirolo)
Sei un pezzo di Mattel che non si è rotto
Sei un pezzo di pupazzo ricomprato a poco prezzo
Al muro! Qui si tira e poi farfugli
Qui si semina la punta a cinque stelle e lebierre
Nell’hotel zona trastevere.
Chi mai ti ha conosciuto cara amica gioia bella
T’ho visto e t’ho perduto
Sarò muto fino a tardi al tuo rientro.
Poi rientro è dirò al mondo che t’ho perso

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Angelo Zabaglio è nato a Latina a Latina il 18/08/1979
Autore del romanzo “Ed ora cominciamo” (Prospettiva Editrice); della raccolta di racconti “Storie brutali” (Ed. Il Foglio); dell’antologia poetica “Non tutti i dubbi sono di plastica” (Arcipelago Edizioni) ed insieme al compositore Marco Russo ha inciso il CD poetico/musicale “Pene” (Nicola Pesce Editore).
Alcuni premi ricevuti:
Miglior soggetto al Premio Solinas 2003 con il cortometraggio “Il principiante”
Vincitore al Poetry Slam Interrete di Milano 2004
Vincitore Slam Poetry al Salone del libro di Torino 2004
Secondo classificato Slam Poetry Il Filo di Milano 2004
Finalista al MitreoFilmFestival con la sceneggiatura “Problematici approcci” (scritta con Andrea Coffami)
Suoi testi sono apparsi in varie riviste letterarie tra le quali:
“Toilet” ed “Underground Press”
Collabora con i collettivi letterari “Folli tra fogli” e “Anonima Scrittori”
Autore di sceneggiature tra le quali “Il principiante” (GSP e Digital Desk) ed il lungometraggio “I Write” (Mithril Production - in post-produzione). Autore del monologo teatrale “Le associazioni delle idee”. Nel 2005 è stato redattore del programma televisivo “Camera Car” (Mithril Production / SKY / Roma Uno)
Info sull’autore: zabaglioangelo.splinder.com e myspace.com/andreacoffami (dove troverete poesie, mp3 e il romanzo “Il figlio di Bruno” da scaricare gratis)

francesco di girolamo

Francesco De Girolamo

“La lingua degli angeli ” (Edizioni del Leone, 1997)

letture: Chiara De Luca
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Mentite spoglie

Quello che vedo non è quello che penso;
quello che dico non è quello che sento;
i miei amici sono i miei nemici;
l’io che non sono ha ucciso l’io che ero.
Portami via con te, portami dentro
il tuo tiepido cielo senza vento.
Tu sola hai la chiave della porta
stretta e segreta, e solo la tua mano
può sollevarmi a stento dall’abisso
voluttuoso del mio nulla in cui cado
inerme ormai da più di mille vite.
Vedo i tuoi occhi chiusi che non parlano
e sento che le tue labbra non vedono
il risveglio nel tuo letto dorato,
dove attraverso il tuo viso, il mio sguardo
afferra in sé il cuore azzurro del tempo.

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Ultima grazia

Con tutte le mie forze
ho pregato Dio di non esistere,
di non squartarmi più il cuore sordo
col suo sussurro di vento in tempesta,
di non trafiggermi più con lo sguardo
delle sue gelide stelle inquiete,
di non tendere più le sue mani
nel labirinto del mio placido abisso.

Con tutte le mie forze l’ho implorato
di cancellare il suo nome dalla mia anima,
la mia anima dal suo paradiso,
le mie lacrime dalla sua croce.

La nostalgia della sua ombra infuoca
la stanca apocalisse di un istante
nel pallido riflesso del ricordo…

Con tutte le mie forze ho domandato
l’oblio di ogni sogno sepolto,
il silenzio di ogni richiamo lontano;
e lui, nella sua sconfinata accondiscendenza,
ha accolto la mia preghiera
donandomi la sua Assenza.

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Rosso d’oriente

Tutto ciò che risplende è mutevole
come il rosso tenue d’Oriente
che gocciola nel mare già tetro
dietro quella imperturbabile nuvola.
Tutto ciò che risplende non ha quiete.
Tutto ciò che risplende è nulla,
come la stella che svanisce nell’alba,
il desiderio che s’impenna ferito
e folgorato cade prigioniero
nell’abisso di un sospiro.
Tutto ciò che risplende è leggero,
come il tuo incedere distratto
tra la folla, con occhi da straniero
che non appartiene a nessuno,
cui nessuno tende una mano.
Tutto ciò che risplende è lontano.

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Francesco De Girolamo è nato a Taranto, ma, da molti anni, vive a Roma dove, oltre che di poesia, si occupa di teatro, avendo curato la regia di diversi spettacoli, tra cui: “Le sette maschere” ispirato a Gibran Kahlil Gibran (1992) ed “Il piacere di dirsi addio” da Jules Renard (1996).
Ha pubblicato le raccolte poetiche: “Piccolo libro da guanciale” (Dalia Edizioni ‑ 1990), con introduzione di Gabriella Sobrino; “La lingua degli angeli” (Edizioni del Leone ‑ 1997) ;  “Nel nome dell’ombra” (Ibiskos Editrice ‑ 1998) con una nota critica di Gino Scartaghiande; e “La radice e l’ala” (Edizioni del Leone - 2000) con prefazione di Elio Pecora.
E’ presente nelle antologie”Poesia dell’esilio” (Arlem Edizioni ‑1998), “Poesia degli anni Novanta” (Edizioni Scettro del Re - 2000)   e “Haiku negli anni” (Empiria - 2005)
Si sono occupate criticamente della sua opera, tra le altre, le riviste: “Poesia”, “Folium” e “Poiesis”.
Ha collaborato con Teseo Editore per la collana “Di verso in verso”, e con le riviste “La Mosca” e “Polimnia” con recensioni su testi poetici.
Durante il Giubileo del Duemila ha curato una rassegna di poesia mistica nella Basilica di San Nicola in Carcere a Roma, culminata con l’esposizione permanente di una Via Crucis poetica ad opera di autori contemporanei, tuttora, e forse “per sempre”, ospitata nella Basilica, comprensiva di un suo testo sul “Cireneo”.

004
Luigi Di Ruscio

poesie “estratti “
letture: L.R. Carrino
.
.
Per la gatta in calore
le cavalcate dei gatti sopra i tetti
e l’allegria cancella le crepe delle case
la luna è insieme ai canti dei galli
il fischiare è questo voler ammutire i cani
che abbaiono e si agitano come volessero addentare
il vento di questa notte che porta l’odore della cagna
la luna passa tra le nubi e dà luce a occhiate
e cosa dovrei decidere in quest’ora di notte
che non giunge mai al suo termine
i pensieri s’attaccano ai muri e alle pietre
le streghe s’arrotano le dentiere sopra i tetti

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E’ la fossa di un fascista ammazzato brevemente
senza scarpe perché le scarpe se le è messe un vivo
senza scarpe perché un vivo doveva ancora correre
senza armi perché un vivo doveva ancora sparare
quando troverete da una siepe filo spinato che
manca
state certi sarà stato prelevato per una gola par-
figiana
se troverete occhiaie scavate anche tra mille anni
ricostruite una storia vinta dagli uomini contro
le bestie

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Non tutti sentono l’odore del sangue del maiale
scannato
ma il maiale la sente la morte
e sono stati in quattro a tenerlo
mentre tra le costole hanno infilato il coltello
su larghe foglie hanno messo il cuore
i polmoni le ventaglie e il cervello
e il grugnito affogato nel sangue rimarrà impresso
il sangue fumando coagulava
e aggrumato sarà cucinato con pezzi di lardo
era stato comandato di non nutrirsi di sangue
noi non aspiriamo alle stabilite salvazioni
e ci portiamo addosso attaccati i nostri schifi.

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da la Streghe s’arrotano le dentiere - 1966

Sotto l’intonaco dovevano esserci nidi d’insetti
capsule di materia polvere viva
nidificavano i pidocchi nei capelli corvini
la poesia brulicava come brulicavano le radici delle erbe
in quella camera brulicante di materia viva
scrissi tutto il mio neorealismo
e sognandomela sognai anche questo verso
ritornavano dal lavoro sino alla morte

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il suo lavoro l’offerta di ogni giorno
ad un iddio incomprensibile e insaziabile
la sua vita è tutta in questa offerta
e forse ne godrà sino all’ulima stanchezza
ogni anno fermenta nuovo vino
e s’imprime nel dondolio delle case in ira o in gioia improvvisa
terra fatta da questi uomini che aspettano l’ultimo incontro
l’ultimo sacramento l’ultima offerta sopra l’offerta di tutta la vita
il mattone la rena la breccia tutto caricato sulla sua spalla
per la costruzione delle case piene dai colori teneri
tutte le ore della sua vita ammucchiate inesorabili
come le braccia che il fiume ammucchia alla foce
e il mare e gli uomini lambiscono in un gioco insaziabile.

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testi tratti da “Poesie Operaie”- scelta antologica Edizioni Ediesse 2007

“Luigi Di Ruscio è nato a Fermo (AP) nel 1930, emigrato in Norvegia nel 1957 dove ha lavorato per anni quaranta in una fabbrica metallurgica, sposato con Mary Sandberg con cui ha avuto figli quattro”.
Esordisce nella poesia con Non possiamo abituarci a morire (1953) presentato da Franco Fortini.
Ha pubblicato Le streghe s’arrotano le dentiere, con la prefazione di Savatore Quasimodo, Marotta 1966; Apprendistati, Bagaloni 1978; Istruzioni per l’uso della repressione, con presentazione di Giancarlo Majorino, Savelli 1980; Epigramma, Valore d’uso1982; Palmiro, con prefazione di Antonio Porta, Il lavoro editoriale 1986, poi Baldini & Castoldi 1996; Enunciati, presentazione di Eugenio De Signoribus, Stamperia dell’Arancio 1993; Firmum peQuod, con pesentazione di Massimo Raffaelli, Ancona 1999; L’ultima raccolta, con prefazione di Francesco Leonetti, Manni 2002; Epigrafi, Grafiche Fioroni 2003, Le mitologie di Mary, con prefazione di Mary B. Tolusso, Lietocolle 2004; Poesie operaie, Ediesse 2007.

ritratto m.raccanelli

Marina Raccanelli

“tre poesie”

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.

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La Madonna della Difesa

Verdi fiamme nel buio
diurno
foglie e rami intricati - piove
nel sottobosco
ghiaia sparsa di pura luce…

e la terra ricurva, spinta
dal profondo
s’apre in faglie, caverne, traumi
estroflette radici, frange
serpentiformi

ma io devo salire / oltre

fra il rimorso dei cardi e danze
di campanule viola, api voraci
sotto abeti plananti, frizzanti frassini
salgo e scendo

ogni sasso ha memoria di zoccoli
fascine ed asini, tronchi vivi e morti:
sul sentiero d’aghi e fanghiglie
le mie suole scricchiolano in ascesa

ma io devo arrivare / in alto

dove il bosco mormora cupo
le piante hanno cuore d’ombra, alone di gloria
/ più in alto
dove si libra su zampe sottilissime il ragno
e la corolla rosa esplode su desolazione di sassi

nel ghiaione a ventaglio hanno graffiato un’impronta -
sulla roccia spaccata - cavalli medievali in fuga
il cerchio intero delle Dolomiti sta forando lo spazio

e la Madonna della Difesa ha sguainato la spada
nell’alto dei cieli - amen

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Trieste

Tiene amare radici
il Carso
e con sassi incurabili le abbraccia

oltre al mare risalgono profumi
stranamente diversi:
rovesciata
nel suo golfo, Trieste
la salsedine, un basso continuato
dubbi a spillo nel corpo, rauca,
lenza ai pesci, con voli da gabbiano
e le donne valchirie, le sirene
nei ritratti  s’incrocia
fra gli specchi dei caffè letterari -
baffi smilzi - uno sguardo lontano
la bora, vento dell’est-nord-est
la attraversa
dall’ultima stazione dei tram fino al porto

Maria degli orti

Maria degli orti non si alzò, quel giorno
dal crocchiare del suo saccone:
nella chiesa, i tenori erano già pronti
i merli ai tetti, ciottoli alle strade

dal suo letto in dissesto, era in ascolto
della casa non sua - la moldava del paese
il figlio, giocava con un pugno di mosche
sentieri contorti scendevano al greto

fichi d’india, storditi sotto al sole…
nelle cucine affumicate
preparano i biscotti  le donne nere
afferrano le mantiglie dai chiodi
risalendo la strada con le ossa
di Maria, vestita di pizzo…

e i tenori dispiegano un coro
stupefacente, sotto gli archi oscuri:
nella chiesa, in abbraccio circolare
coi morti danzano i vivi

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Marina Raccanelli, nata a Fiume, vive a Venezia fin dall’infanzia.
Nel 2004, per la Oceano Edizioni, è uscita la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Variazioni in blu”; nel 2005, Firenze Libri ha stampato “Vento di stelle fredde”. Si è classificata seconda nella seconda edizione del Concorso internazionale di poesia “Montagna viva”; è presente in diverse antologie , fra cui “Il segreto delle fragole - poetico diario 2005 e 2007″ (Editrice LietoColle), “Navigando nelle Parole” vol.11 (edizioni Il Filo), alcune antologie ed E-book promosse dal sito Poetilandia, ed
altre. Frequenta alcuni gruppi di poesia online; le sue poesie sono pubblicate in alcuni siti e blog; partecipa al blog collettivo “Via delle belle donne”.
Il suo sito personale è “Poesie in volo” (www.poesieinvolo.com).
Il suo blog si chiama “Parole in viaggio” (http//paroleinviaggio.splinder.com)

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Luigi Di Ruscio- "intervista al poeta operaio"


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Commenti

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