
Daniele De Angelis
“diario di un altro”
Otium edizioni
.
La crepa
Brucio giornali vecchi quotidiani secchi
sotto le fascine e fanno un fumo nero
d’inchiostro che macchia le dita, oppure blu
di fotografie a colori in prima pagina;
subito assottigliati, sfaldati, svolazzano.
Il ciocco sfocato suda l’acqua rimasta
tra gli anelli rappresa, poi il fumo s’infiamma.
Dalla parete scende fino al pavimento
di piastrelle spaccate, una crepa nera
come un segno impreciso di matita, ruvida
dove sbreccia l’intonaco in fragili scaglie.
Dice il contadino del casolare accanto
- che la casa s’ crolla a fa’ passà ‘n anne
che lu spacche è prefunne, ce se po’ ‘nzaccà
nu curtielle ‘ndiere; nisciù l’è ‘ccommodata
in tutte stu tiembe, manghe nu laveritte
e l’acqua quande piov ‘ngima la collina
la terra resmove e chesta se ne cala. -
Il caffè dalla moca sbocca sopra il ferro
smaltato dei fornelli, sbatte e forma pozze;
scivolano i libri dalla borsa gettata
di fretta sul tavolo, come sporta bucata.
Odore d’acquazzone viene alle finestre;
come un ematoma le nuvole addensate
sopra le colline, le piante innervosite.
Dal tetto precipita una necessità,
le chiazze dei coppi spazzati via dal vento
erasi, come dure squame dal coltello…
…rassettare i ricordi, pur stando in affitto.
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- Diario di periferia -
-…l’ho visto steso lì,
con le braccia gettate, piegate attorno al water
come ad afferrare
una gamba, una boa…
…e quella maglietta e quei jeans
contro le mattonelle lucide, più chiare
dei capelli…e poi
quella vena ‘ngrossata
che sicuro l’hanno ammazzato, che lui al massimo
la spacciava…l’età di mio fratello ci aveva…-
e s’è fermata;
io, non ho risposto nulla.
Poi, al supermercato facevo la spesa
e dalle parole che ricordavo
tiravo fuori quella scena, come a comporre una foto,
fino a vedere una nuca bionda
senza faccia
(il volto
un particolare mancante).
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Dopo che ho suonato e non t’ho trovato
(che non c’eri)
m’è scoppiata dentro una risata, e sulle labbra,
perpetuata ad ogni passo d’un tragitto estraneo,
un raccordo sbrancato in rami curvati
tra centro commerciale, zona industriale
e autostrada per il mare.
Sopra marciapiedi e terrapieni
sordi, come suole di gomma,
il muschio cresciuto intorno agli scoli
è generazione dell’umido e dell’ombra
(infiltrazioni testarde come gli estuari)
mentre si sovrappone il fiume
che affossato dentro all’argilla
dalla ringhiera del ponte procede
in un’acqua ocra che non specchia
ma contro i tronchi e gli argini s’increspa e schiuma.
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- Sul volto -
III
Arrivare a temere che il viso si spacchi
come frutto tra le mani,
mentre rigido trattiene una risata;
vedere i muscoli tesi
di guance palpebre e labbra, strappati
come tiranti di svolazzanti tendoni
ai tenaci picchetti sfuggiti, alla terra compatta;
faccia che s’apre a se stessa fino alle lacrime
a sventare ogni vergogna, così preziosa
in quel mostrarsi distratta e senza posa,
come un insensato gioco, un contrattempo
alle feroci imboscate del giorno.
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IV
Solo nel riflesso vive il proprio volto,
nello sguardo dell’altro si conosce, lampante
il riso come il pianto, il tentennamento
negli angoli della bocca incostanti
e lo sbotto imprevisto che è urlo
o bestemmia…
…e come attori del muto siamo diretti
nel portare sul corpo tutto un discorso,
e dare le spalle
non incide, lascia solo una pausa
che è già stata travolta.
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- Inedito -
Il verbale
Adattati al contesto,
al buio delle finestre,
alla diffusa immobilità dei neon,
s’innescava un contrappunto
tra richieste, testa e braccia,
ammissioni e dinieghi scrupolosi
per determinanti conseguenze
d’inserimento dati.
|uno |due |tre
le dita distese dalla mano,
interpretavano al meglio i |||tre figli,
generati ad attendere in patria, battuti
nei campi vuoti del verbale.
- Trova confortevole, questa notte,
rispondere con gesti e versi
alle domande? dimenticare,
per un’ora, l’altra lingua
ed i suoi imbrogli? ma tanto,
signora, compiliamo solo prestampati -
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Daniele De Angelis è nato ad Ascoli Piceno nel 1981. Laureato in Conservazione dei Beni Culturali presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Perugia. Nel 2004 è stato tra i fondatori e i redattori del foglio quadrimestrale di poesia e realtà “La Gru” (www.lagru.org). Nel 2006 ha dato vita al portale di audiocultura “Figli di EnnE EnnE” (www.figlidienneenne.it). Sue poesie sono apparse nell’antologia “L’arcano fascino dell’amore tradito, tributo a Dario Bellezza” (Perrone Editore) e nella rivista “Ciminiera”, oltre che su vari siti internet. Nel 2007 ha pubblicato, per la “Otium Edizioni” (www.otiumedizioni.com), la sua prima raccolta di poesie, “Diario di un altro”.


