progetto lettura 72 = marmo legge marmo
hofer capodanno

Lilli Hofer
“sette testi x oboe”

letture di Amilga Quasino

.

.

1.

venezia sparirà nella laguna
scivolerà in una lenta cerulea sequenza
o forse simultaneamente a un prossimo finesecolo
finirà con uno schianto uno scoppio
o magari in un tuffo spettacolare
oltremare

nella cartolina non ti ho detto
questi frammenti di pre-storia
per quanto è vera solo la scuola
dell’immaginazione ti ho scritto
delle manovre traballanti
e dei salvataggi fenomenali
di questa gondolina posticcia
dentro il mio boccale di birra

e tanti saluti
dalla città degli innamoramenti…

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2.

un disperato verde
mi cresce attorno d’erbe
e i fili di uniformità e le piante
acerbità si schiudono radiali

al modo della luce
è sempre il tempo di partire
al passo della metropolitana
addirittura si allibisce
in questo tratto nero
in ogni cosa un giro
per ritornare a casa

(lustrare la notte in qualche tempo
mettere le stelle
è solo per vederla meglio)
nei finti prati la vacanza è lieta
l’assenza è là dove rimbomba
il tocco è solo un’invenzione
la fuga è sempre musicale

ma in questo mio discorso di cattività
in-temp-estivo industriale luglio si frappone

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3.

in un certo senso

in questo odore di pioggia
di un tramonto che tarda
sulle piste di risposte giuste
e nella gravità delle infuocate dimenticanze
nei luoghi dove non sono stata
e negli ostinati tragitti

(io mi porto dentro civiltà della civiltà
metaforicamente parlando
un grido in un certo senso
la libertà di un sospiro profondo
restituito in un soffio
sopra le vele rotte
di queste barche ferme)

il sole se na va in un verso

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4.

dolo-mitico

tra i resti di dissoluzione
di un meccanismo sole bistro
malfermo e potenziale
tra le acque dolci evaporitiche
sedimentate da ossidati amori in quota
di amorfi mastodonti

la nostra conversione minerale
nei baci precipizi gorghi ipersalini
il tentativo di fluirci al mare

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5.

la casa è restaurata
un minimo ossario illuminato al neon
la mia sussistenza quieta spalancata
ho fame solo di sonno e di un fiore
e il divieto di sognarti fino a quando
ti saranno ricresciuti i capelli

- il ricordo fedele di un sogno futuro
desiderio oltre il desiderio
di trovare adeguato il pensiero
il ricordo che scaccia il ricordo
amore oltre l’amore
lascia il nostro amore in pace -

un buio imbonitore
con il fare suo di commedia
il fare del giorno
sbocceranno panteisti sul fondo

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6.

ma la storia inizia da un punto
preciso del destino
non proviene, si dirige

mentre la pioggia cade
sopra le cose sopravvissute
le allunga e torna nube
di nuovo tu che non esci
e io sopra le righe

di nuovo, sognatore d’alce
e coda nera attraversano il mare a piedi
centocinquantamila volte duttili
tra queste forme ottuse

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7.

ninnananna

poi creò
il piano sentiero
l’uomo nero
i blocchi di fango
le figure plastiche nel tango
gli occhi rossi
gli sguardi di pietà
la vocazione
la perdizione
l’usignolo
l’antropomorfismo universale
l’ “io dico”
l’immagine del nemico
gli orologi a cucù
la milizia delle virtù
l’inchino a sua maestà
le pere bianche di collina
l’astinenza da nicotina
l’alito del mattino
il gelso la vite il pioppo
il biscotto nella pappa
- il marcire a volte dei frutti acerbi
gli scoppi bastardi di certi petardi -
la poesia profetica
le reti sulle parrucche
il genio arreso
il paradosso esistenziale
la parola muta
il gemito
la folla
le scale a pioli
i concerti di assoli
i diritti d’opzione
il nuovo capitale
gli operai anziani
le stalattiti
i vulcani
altre mode
altri idoli
i sogni dei cani
gli orti nei pantani
i vortici sui catamarani
il velluto dei pompini
le superfici piane
lo stile
le rane
l’occhio suo gigante
e nella palpebra cadente
creò il suo dormire

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Lilli Hofer scrive dalle Dolomiti con la penna de I Figli Belli. Ha scritto Megaerz per Face edizioni http://www.feaciedizioni.it/testiPdf/LilliHofer.pdf e mater ja edizioni Lulu. Quarantasei anni, comunista e parastatale.Momentaneamente in sosta poetica vietata. Sogna la residenza presso un campo nomadi. Il suo blog http://verflucht.splinder.com/

 Progetto lettura riprenderà. Questa la novità. Un Piccolo assaggio di quello che accadrà dopo la pausa estiva l’avremo però già dalla prossima settimana, grazie al contributo di Lilli Hofer e Amilga Quasino ( che oltre a leggere ha proposto questa brava autrice). Abbiamo già in cascina i contributi di Bianca Madeccia, Vincenzo Mastropirro, Anna Maria Ferramosca, Marco Saya e altri autori che si stanno aggiungendo. Si andrà avanti ancora, con lo spirito che ci ha contraddistinto e la presunzione di effettuare un "servizio". Sarebbe bello poter ampliare la famiglia pertanto, chiunque voglia collaborare al progetto è ben accetto.

                                                               *************

Oggi l’amico Luigi Di Ruscio mi ha inviato un breve testo. Mi piace poter condividerlo con tutti voi,  anche perchè c’è tutta l’ironicità e il realismo che segnano distintamente ogni suo scritto.

"Sono un cristiano sbagliato, sono entrato in tribunale solo una volta per pisciare, mi trovavo in una piazzetta del centro di Oslo con una terribile necessità di orinare, non ho altra scelta che il portone del tribunale, nella portineria c’era una giovane ragazza, gli dico che doveva aiutarmi, dovevo andare prima che sia possibile in un gabinetto, mi accompagna proprio davanti alla porta. Prima di uscire, saluto la ragazza e gli dico che un poco di buono come me ora può vantarsi di essere entrato una sola volta in tribunale ma solo per pisciare. La ragazza si è messa tanto a ridere che divenne bellissima."
                                                                                                  
                                                                         Luigi Di Ruscio
 Qui, da non perdere, una sua bellissima intervista… "lo hanno chiamato poeta operaio"…
http://www.rassegna.it/2007/video/articoli/diruscio.htm
"Luigi Di Ruscio è nato a Fermo (AP) nel 1930, emigrato in Norvegia nel 1957 dove ha lavorato per anni quaranta in una fabbrica metallurgica, sposato con Mary Sandberg con cui ha avuto figli quattro".
Esordisce nella poesia con Non possiamo abituarci a morire (1953) presentato da Franco Fortini.
Ha pubblicato Le streghe s’arrotano le dentiere, con la prefazione di Savatore Quasimodo, Marotta 1966; Apprendistati, Bagaloni 1978; Istruzioni per l’uso della repressione, con presentazione di Giancarlo Majorino, Savelli 1980; Epigramma, Valore d’uso1982; Palmiro, con prefazione di Antonio Porta, Il lavoro editoriale 1986, poi Baldini & Castoldi 1996; Enunciati, presentazione di Eugenio De Signoribus, Stamperia dell’Arancio 1993; Firmum peQuod, con pesentazione di Massimo Raffaelli, Ancona 1999; L’ ultima raccolta, con prefazione di Francesco Leonetti, Manni 2002; Epigrafi, Grafiche Fioroni 2003, Le mitologie di Mary, con prefazione di Mary B. Tolusso, Lietocolle 2004; Poesie operaie, Ediesse 2007.L’Allucinazione “affinità elettive” Cattedrale 2008 .

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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.

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Luigi Di Ruscio- "intervista al poeta operaio"


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Commenti

  • redmaltese: Ti ringrazio di cuore caro...
  • normannoluigiromano: Caro Roberto, ho udito via...
  • manceescash-online: leggere l’intero...
  • manceescash-online: imparato molto
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