progetto lettura 72 = marmo legge marmo

Libreria il Convivio

Corso Garibaldi 23, Vigevano

Sabato 8 novembre alle ore 21,00

Voci di poeti contro l’inquinamento e lo scempio ambientale

presentazione dell’antologia di poesie

VICINO ALLE NUBI

SULLA MONTAGNA CROLLATA

a cura di Enrico Cerquiglini e Luca Ariano

Campanotto Editore

Intervengono

Marco Beretta

                                                                                   e Luca Ariano

Saranno presenti i poeti:

Sebastiano Aglieco, Mauro Ferrari, Anna Lamberti Bocconi,

Francesco Marotta, Marco Saya,

Maria Pia Quintavalla, Tito Truglia

«Questa antologia è nata con spirito pasoliniano. Il nostro obiettivo non è certo “scimmiottare” le battaglie politiche e culturali di Pasolini né osiamo considerarci suoi eredi o vediamo nella figura diPasolini un profeta, solo vorremmo che quello spirito critico del poeta friuliano e di tanti altriintellettuali della sua generazione come Volponi o legati a quella stagione come Fortini, Vittorini,Alfonso Gatto ed altri fosse presente in questo lavoro. [...] Non siamo certo così ingenui da pensareche un’antologia (che non ha nelle nostre intenzioni valenza critica, ma di sensibilità verso unacerta situazione) possa modificare nell’immediato le cose, ma ci piace credere, pensare e tentare difare in modo che attraverso una poesia, un semplice verso qualcuno possa accorgersi che i poetinon vivono nel loro mondo, ma sono parte attiva e con la loro voce cercano di migliorare, far riflettere e cambiare le cose [...]»

                                       (dalla prefazione di Luca Ariano e Enrico Cerquiglini)

Ma a Pomigliano era il tempo

della spazzatura accumulata

delle mattine super umide velate

da un leggero e distribuito

strato di fumo, decomposizione

e diossina.

La gente non vuole

gli inceneritori per poter incenerire?

                                 Carmine De Falco

 

Scorrono davanti e dietro i grigi

cercando la discesa di una strada

con terra e polvere

l’erba di campagna avvelenata

sfonda la scena della cerimonia

in fondo alla navata pacco a sfera

e nuotano come pesci i volti dei

viventi appiccicati sulla schiena

di trenta fiumi versati il primo aprile

Alessandro Seri

PROGETTO LETTURA "REVIVAL" FARA’ DA BREVE INTERVALLO TRA UN PROGETTO LETTURA E UN ALTRO. PROGETTI LETTURA VECCHI SARANNO L’ANTEPRIMA DI NUOVI PROGETTI LETTURA.

 

 FABIANO ALBORGHETTI = PROGETTO LETTURA 22

http://oboesommerso.splinder.com/post/11851488/-+fabiano+alborghetti+%3D+proget

 

 

 c’è gente…

 

 MARIA PIA QUINTAVALLA = PROGETTO LETTURA 29

http://oboesommerso.splinder.com/post/12752945/-+Maria+Pia+Quintavalla+%3D+prog

11 Settembre

Picture 4Francesco Marotta

“lettera da Praga”

letture Giacomo Cerrai

fango dislagato in pozze di cielo
l’urlo che annaspa stretto alle sue radici   musica sghemba
s’irida
in
prospettive e note di volo   disordine necessario
che ripete l’occhio a curare lampi malati –

e allora ripensi il chiarore   il suo profumo offeso
soglia che immette in terre senza luogo
dove
calchi di vento
segnano il confine tra attesa e oblio   e il futuro è un volto
che riemerge
da franate memorie sottovetro   una catena di passi
marcati col sangue uno a uno
dalla foce del Sele alle porte del Hrad   un ponte di croci
gettato sull’abisso…

mio padre coltivava sogni
dietro il filo spinato di terragne lune   tra cumuli di vite
lasciate a marcire
e una viola
spuntata per caso in pieno gelo
li allevava nel piscio nel vomito
di bocche smembrate   proprio i sogni
che resistono alla deriva degli anni
quelli che lasciano una traccia indelebile ad ogni risveglio

un papavero che vigila le messi un
fiammifero
che
urla alla marea un’ala
trafitta di chiodi
un frammento di buio strappato a un delirio di luci

forse
già da bambino abitava il fuoco
che il giorno porta iscritto dentro il palmo
gabbiano insonne
che misura il naufragio della storia
come si guarda il tempo di una vela
in balìa delle onde
del crepuscolo –

ora dal reliquiario delle sue sacre ombre
qualcuno libera serpi
a impastare il pane delle stelle

solo la sua mano
ancora
s’illumina
all’oracolo sapiente della spiga
recita parole d’esilio
esorcismi contro l’artiglio
uncinato della grandine
una preghiera a un dio senza altari
un breviario di immagini
dove il fumo che spunta dai camini
non è alito di ceri e d’incenso ma un respiro
che ieri
aveva occhi
e voce

era
dita smagrite d’infanzia
che disegnavano rotte di astri splendenti
sulle pareti dell’inferno
nei corridoi di Terezin
o tra le case sventrate del ghetto –
era
bambini che ritagliavano ali di luce
scavando coi denti nell’ombra
incidendo brandelli di pelle
sul corpo inesplorato degli anni
dove non sarebbero stati –

rischiaravano la pianura boema
annerita da nuvole d’acciaio
solcata da transiti di uomini cavie
stipati nel ventre
di carri bestiame…

…                                                     se ti fermi e accarezzi la terra
che conserva il calore
la linfa di giorni infiniti
mai nati
ogni stelo che spunta ai tuoi piedi
ha la forma di un calice –
simbolo perenne di un unico rito
il ritorno
ai deserti di un grido

(i vivi – diceva
è
appena un
rigagnolo di vino   memoriale della terra e
delle stagioni
che dall’orlo colmo cade
e accende sui prati
alfabeti fraterni
di assenza –
lumi apparecchiati
per la cena interminabile
dei morti )

ogni sera accosto alle labbra
la sua pupilla di sopravvissuto – estranea a un mondo
che rimargina ferite con l’oblio   l’orrore
con il balsamo e i drappi putrefatti
dell’eterno

–                incessante dismisura del sentire   mappa vegliata
da silenziosi inverni
dalla neve che cova salici e mulini
giorni d’alveare   nel cratere
dei numeri abrasi   sfrangiati dall’unghia della tenebra
sul braccio –
muta sorgente
di polvere

rifiorita d’albe nel passaggio

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Francesco Marotta è nato a Nocera Inferiore nel 1954. Ha compiuto studi classici e si è laureato in Filosofia e in Lettere Moderne.Vive in provincia di Milano, dove insegna Filosofia e Storia nei Licei.Suoi testi sono apparsi sulle riviste: Il Segnale, Dismisura, Anterem, Convergenze. Tra le sue pubblicazioni in versi: Le Guide del Tramonto (Firenze, 1986); Memoria delle Meridiane (Brindisi, 1988); Giorni come pietre (Ragusa, 1989), Alfabeti di Esilio (Torino, 1990); Il Verbo dei Silenzi (Venezia, 1991); Postludium (Verona, 2003 - Premio “L. Montano”, sezione inediti); Per soglie d’increato (Bologna, 2006); Hairesis, (E-book, Milano, Cepollaro E-dizioni, 2007). In antologie sono comparse le sillogi Geoglifi (Frosinone, 1995) e Notizie della fenice (Frosinone, 1996). Di imminente pubblicazione per l’editrice Le voci della Luna, Impronte sull’acqua, opera vincitrice del premio “Renato Giorgi” 2008.
Gestisce lo spazio web www.rebstein.wordpress.com.

liliana

liliana zinetti

da ” due” e altre cose

.

.

Convivio serale

Il silenzio dei cucchiai stasera
è la voce di pensieri stretti
in una solitudine di gesti.
E’ sera che duetta con l’ombra
delle voci, mentre dal tavolo
levo le stoviglie e il peso dei silenzi
e getto gli avanzi e il resto dei giorni
in una notte
un poco triste e un poco puttana.

Impariamo a morire così, nel distacco
di un gesto, in un ritardo del cuore

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***

Lungo la frattura d’orizzonte
quando uno pensa.
I colori bambini
e gli alberi che scrollano il buio.
Vengono con sillabe d’erba
e risa di papaveri
nell’estate già vista.

Prima del nero, del sussulto delle foglie
la luce
si lasciava toccare.

La gioia è dei bambini, capriola
di nuvole, grazia, la vita elementare.

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Tutto il pane del mondo

Era per il confine,
per la pioggia. Soffriva anche la luce,
incrinata nell’obliquo raggio di gennaio.
Il grano e l’acqua, l’oro lontano
dell’estate - un’isola scossa dai venti.
Dicevi gelo-neve
per coperte e tazze di latte, mentre
roteavano bianche
lune d’inverno, rami, tam tam
di tamburi alle pareti.

Misuravi le distanze
rabbrividendo piano
tra l’inverno e l’urlo.
Dicevi buio-notte
per pane e zucchero, di schianto
crollava la lancetta dell’ora,
il buio freddo sulla nuca
sull’acqua delle dita.

Batteva fissa l’ora
a nord di ogni cosa, chiedeva
la rivolta del sangue, il segno, l’assoluzione.

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da Due

dove dirigo il mio spavento per non spaventare chi amo?
Antonella Anedda

IV

Poi erano gli sguardi e le parole taciute che entravano nel disfarsi delle sere, era un fuoco d’orizzonti nel rogo di settembre, uno stare troppo vicino alle cose; che perdevi il sorriso, il peso, la voce, che andavi via con una tristezza tanto buia senza voltarti, in uno schianto di nuvole, nell’improvviso del freddo.

V
Una panchina tra i tigli, un’età saggia e nessun metafisico azzurro. Magari la pioggia, le nuvole che passano, l’acqua sul viso. Il pane buono dei giorni.
Come qualcuno che ha visto tanto e sogna un quartetto d’archi nel tramonto, una viola nella neve. Stare come una pietra quieta.

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Oggi, come altri oggi, la SS42
stride come un folto d’uccelli di latta
impazziti nella bufera.
Qualcuno prende posto tra
il verde malato dove stanno le panchine
con i vecchi andati in un ricordo.
Altri attraversano rumori,
corpi, strade che si ricongiungeranno forse
finita la collezione di farfalle
infilzate a fogli bianchissimi
o di francobolli per lettere mai spedite.
I panni stesi sui balconi
ignorano la danza dell’ombra
si bagnano di una luce cieca, stolida.
Ordinati gerani
dai davanzali delle villette, l’azzurro
sfiorito delle ortensie,
l’ombra di cose troppo vicine al buio.
Si sta sospesi, a volte, a parole
che non si riescono a dire:
dire cos’è un lampione, macchie
di Rorschach gialle sull’asfalto.
O un abete ritto nel silenzio.
Lo sguardo di uno sulle cose
o cos’è la solitudine.
La bellezza è
se chiudo gli occhi per vedere.

E qui il mare è una cartolina di saluti
e   poeta è il pazzo
che trasforma il reale
in un’oscura sequela di parole

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Liliana Zinetti risiede a Casazza (Bg) dove è nata nel 1954. Ha pubblicato due raccolte di poesie Volo di terra, LietoColle 2004 e L’ultima neve, Lietocolle 2007 .
Sue poesie sono apparse su Le Voci della Luna, Poesia, Soglie e altre riviste letterarie, nonché in varie antologie.
È ideatrice e promotrice del Premio di poesia Il lago verde. Gestisce il blog http://spaziozero54.splinder.com

oboe

GIOVEDI NOVE OTTOBRE SU OBOESOMMERSO RIPRENDERA’ UFFICIALMENTE PROGETTO LETTURA. RIPARTIREMO CON PROGETTO LETTURA N. 52 OSPITANDO I TESTI E LA VOCE DI LILIANA ZINETTI. RINGRAZIO CON TUTTO IL CUORE  LA SQUADRA CHE HA ACCOMPAGNATO FINO AD OGGI IL PROGETTO, SPERANDO CHE CONTINUI A SOSTENERLO.

R.C.

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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.62 7/3/2001. Testi e foto sono ad esclusivo uso didattico e senza fini di lucro.

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Luigi Di Ruscio- "intervista al poeta operaio"


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Commenti

  • redmaltese: Ti ringrazio di cuore caro...
  • normannoluigiromano: Caro Roberto, ho udito via...
  • manceescash-online: leggere l’intero...
  • manceescash-online: imparato molto
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