Aldo Ferraris - inediti -
“Luogo nascosto”
letture Giacomo Cerrai - mix vaan -
dein Leib ist eine Bitte im Weltall: komm
die Quelle sucht ihr feughtes Vaterland 1
Nelly Sachs
1) il tuo ventre è una preghiera nell’universo: vieni/la fonte cerca la sua umida patria
*
Lungo la spina dorsale
dei fiumi scorre la foce
con il suo grembo di mare
con i suoi teneri relitti.
Così è il luogo nascosto,
la meta adagiata nel buio,
l’interno mai descritto che
si apre al nostro indugiare.
*
Il luogo dove si raduna
la vita per partorire ancora,
così lontana dalle parole
lontana dalle mani del cielo.
Il luogo dove essere concepiti,
nascosti alla morte e ai testimoni,
dove si raduna la moltitudine
per decidere il nostro volto.
*
Lì la luce non trabocca,
bagna i fianchi della conoscenza
si apre come un guscio di tepore
si divide in un corpo di donna.
Lì saremo perduti nel centro
senza suggeritori, né maestri,
le mani rabdomanti della notte
a vibrare alle fonti del sangue.
*
Può essere un abbraccio
dischiuso come una piazza,
l’accoglienza dell’imbrunire
mentre qualcuno si allontana.
Una radura, con troppe nubi
affacciate ai davanzali del cielo,
una radura di pelle sottile
dove le rughe non si toccano mai.
*
Sarà il canestro dei frutti assaggiati
e perduti per una semplice domanda,
lo scrigno in cui dormono i pianeti
quieti come palline di vetro.
Sarà come una bocca silenziosa
dove il gusto rintocca lentamente
dove il nome è dentro il sangue
di tutti i morti che abbiamo partorito.
*
E’ il bisogno di un’isola matura
come un fico, la spoglia sete
che riaffiora dalle sorgenti
che hanno baciato la nostra pelle.
Ha un nome di spiga recisa,
di erba calpestata dal cielo,
ha il sussulto dei nostri corpi
sfiorati dal tessuto del vento.
*
E lì, ancora, ramifica la poesia.
Ai bordi del pozzo che è solco
che è orizzonte, si apre la gioia
di tradurre l’epifania in un gesto.
Lì, dove sono friabili le parole,
dove nulla è completamente perduto,
lì la poesia nasconde il capo come
il primo mendicante del mattino.
Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.
Aldo Ferraris, è nato nel 1951 a Novara dove risiede.Ha pubblicato quattordici raccolte di poesia, le principali sono:
Horus, parola improvvisa (nell’antologia: 7 poeti del Premio Montale - Scheiwiller, 1993) - quale uno dei vincitori del Premio Montale nella sezione inediti;Grande corpo (Anterem, 1997); L’orgoglio dell’assenza (All’antico mercato saraceno, 1999);Antichissima figlia (La luna, 2000 - con una incisione di Antonio Battistini), Acini di pioggia (Gazebo, 2002); Nulla sarà perduto (Archivi del ‘900, 2004 - premio Antonia Pozzi); Danza di nascite (Azimut, 2006).
Ha pubblicato il libro di filastrocche per bambini:Che dono vuoi, bambino del mondo? (Fondazione Marazza, 2005 - Premio La casa della fantasia);
e la raccolta di racconti:L’invenzione collettiva (Editing Edizioni, 2005).
E’ presente, tra altre, nelle antologie:Così pregano i poeti (San Paolo, 2001); Vent’anni di poesia. 1982-2002 (Passigli, 2002).
Suoi testi sono apparsi sulle riviste: Anterem, Atelier, Capoverso, Galleria, Gradiva, Hortus, La clessidra, Le voci della luna, Microprovincia, Niebo, Pagine, Pianura, Vernice.