carmine vitale - "quello che possediamo"
Quello che possediamo
Mi fa piacere non sapere che cos’è importante
Né cosa volerà giù da un precipizio
Se ci cadrà una sera profumata
O la tua morte e il mese di settembre
Se nelle tue parole ci sia sale oppure solo sete
Se nel mio seme infranto o nelle vene
Presagi della notte o della quiete
So che mi fa piacere guardare un temporale
Che cade a più non posso come un male
Che fa più male ancora di una strada non attraversata
Ma mi fa piacere stare qui a guardare con aria scanzonata
Ciò che finora siamo stati e il cielo che si apre sanguinante
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Ragù
Agli angoli delle cose
Pensavi mentre giravi il sugo
Un po’ alla volta se ne andava la memoria
Come un geco all’alba nella tana
Ti ricorderò come oggi in vita
E domani vento e fiori di gerani rossi
Impazza la solitudine verso quelle foto
Come quel profumo che fa male ogni domenica mattina
Sono parole in anticipo sulla morte
Che mi vengono da un luogo angusto come il cuore
Da un dolore prematuro da un odore
Con cura asciughi le macchie silenziose
Sul bordo del lavello immacolato
Con cura riponi le stoviglie e
Aggiungi un po’ d’amore
Sai che non mi basterà questa porzione
I pugni stretti nella notte
Di una tachicardia da fumo
Di un cane abbandonato nel giardino
Di come quando ero un ragazzino
Di quando le mosche mangiavano il cortile
E il pallone correva in diagonale verso il sole
Ad ogni pasto profumato
Ad ogni età che se ne è andata
Verso casa ritorno con lo sguardo
E un ultima girata a fuoco lento
Mi dice di sperare che è lontano
Il tempo delle more e degli addii
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La campana di vetro - lettura r.ceccarini -
musiche Vincenzo Mastropirro "Flo"
In memoria di Luigi
Sorpassammo un’altra auto proprio mentre tu
Passavi sotto quella porta in fondo a quel viale
Poi fu un lungo silenzio per chilometri e chilometri
Tra le sterpaglie mi sembrò di vedere un serpente
Tra le lacrime mi sembrò di scorgere una rosa
Tra le mani stringemmo una vecchia foto piegata
Implodemmo
Forse l’amore era solo un malinteso
Forse avevamo già dimenticato
Forse avevamo sbagliato solo strada
Sarebbe stato bellissimo se in quello stormo di rondini
ci fosse stato un posto anche per te
con la tua stupida valigia e quelle orribili felpe
e invece no
ci vollero quattro mani per mettere le tue spalle a terra per sempre
e neanche una parola per dirti addio
ci voltammo perché il tuo sole non ci accecasse
ci voltammo perché iniziò la pioggia
ci voltammo perché finì quel giorno
ci voltammo per guardare un aquilone
ci voltammo per non guardarti più dormire
il cuore si gonfiò come una vela
la torta restò nel frigo
le bevande scadute nelle scale
e così
all’alba di uno stupido martedì
finimmo a parlare noi del tuo futuro
dell’ultima volta che ti asciugammo i capelli
dalle tua ultima grassa festosa risata
del tuo tenero maledetto cuore e delle tue mani sottili e delicate
delle tue mucose martoriate
arrivasti piano
avrei preferito non conoscerti mai
dalla finestra a pochi metri da noi
cadevano ciechi aghi di pino
agropoli notte del 15 maggio 2008
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http://oboe.altervista.org/audio/RegistrazioneVitale.mp3
Carmine Vitale è nato a salerno nel 1965.vive sul mare nel 1999 premio internazionale Emily Dickinson con la poesia “un giorno strano”selezionato per il primo Festa Reading Collettivo Poesia tenutosi a Milano nell’ ottobre 2008la sua poesia è apparsa su samizdat clandestini a Praga NymburkDusseldorf e Parigi.Di prossima pubblicazione la raccolta di poesia “quello che possediamo” e in fase di preparazione la sua prima raccolta di racconti “Litoranea”Suoi racconti e poesie sono apparsi su Sud rivista europea , Romboid,Poeti e Poesia , Nazione Indiana, Montparnasse Cafè. Una volta ha incontrato Hrabal alla tigre d’oro poco tempo fa dopo vent’anni d’inseguimento Wislawa Szymborska.