progetto lettura 72 = marmo legge marmo

baratto libri, scambio oggetti, swapping, kindergarten, annunci gratis, barter foto da: http://www.zerorelativo.it/blog/tag/scambio/

Quando i libri finiscono 

Forse non ci abbiamo mai pensato, ma se un giorno non si stampassero più libri? Tutti i libri del mondo finissero dentro un buco mangialibri?.Che “duro” mestiere è quello dello scrittore. Ancora più  “duro” poi se sei un poeta (i lettori in Italia sono pochi, in pochi si strapperebbero i capelli).Badate bene, il termine “duro”  qui, in questo intervento, sta per "difficile", “inutile”.Gli editori non trovano problemi a pubblicarti, le case più serie si accontentano di un opera sufficientemente dignitosa, visto che quasi sempre il poeta deve pagare per farsi editare. Poi però, arriva un giorno che i libri finiscono, la tiratura del libro va esaurita e  l’editore non ha interesse a pubblicare la seconda edizione (probabilmente pagando bene sarebbe ancora cosa plausibile). Cosa accadrebbe?.

Il nostro amico poeta Michele Caccamo si è scontrato con questa realtà.
I suoi editori, dopo avere esaurita la prima tiratura di ciascun libro, non  hanno inteso ristampare ( chiediamo lumi a Michele).
Ecco che il nostro poeta ha tagliato la testa al toro e ha reso disponibili tutti i suoi tre libri  nel blog Accademia Palasciana:  http://palasciania.splinder.com/post/21383763.
Noi in nome della “poesia” lo ringraziamo di cuore e dopo un attenta lettura, ci è sembrato doveroso sigillare la qualità cristallina dell’autore dandovi un assaggio dei testi contenuti nelle tre raccolte.
                                                                                                                                                                      Grazie Michele per l’opportunità concessaci!
 
Da: “chi mi spazierà il mare” - Zona Editore
 
ancora nella furia
e di nuovo l’abbondanza di una luna
scritta lì
e sempre illesa
e tanto distante dalla fisica della morte
                            
                                                           pag. 13
 
non sono le reliquie
covate dall’olio
come carne di acciughe
a farmi pregare
ma la storia delle guerre
le menzogne
 
                                                          pag. 77
 
quante luci agili
e così vicine agli uccelli
quanti fari atomici
ci seguono dal medesimo cielo
perché sono la guardia civica
che libera le campane
e ogni rumore
perché avvisano
che ci pianteranno un buco
una grotta nella schiena
 
                                                           pag. 78
   
 
Da: Pomo e MelaLietocolle
 
dimmi amore
e buca una voragine
fermala
poi dammi la disciplina
della tua bocca
il codice le labbra
 
                                                            pag. 14
   
 
Da: La stessa vertigine la stessa bocca ” Manni 
 
le nostre dita sono rami di salice
dal collo alla bufera
                                                            pag. 23
 
 
esco dalla guardia di Dio e muoio
abbassatemi il coperchio
per tutti i secoli
                                                            pag. 27
  
 
Michele Caccamo, nato a Taurianova (RC) il 21.12.1959, è residente a Gioia Tauro. Imprenditore, è stato assistente parlamentare alla Camera dei Deputati. Ha pubblicato: nel 2003 “Incoronato come le rose” (testo teatrale), nel 2005 “La stessa vertigine, la stessa bocca” Manni editori, prefazione di Raffaele La Capria (poesie), nel 2005 “Il segreto delle fragole” (antologia) Lietocolle editore (poesie), nel 2006 “Il pomo e la mela” (con Dona Amati) Lietocolle editore, prefazioni di M. Zizzi e T. Cera Rosco (poesie), nel 2007 “Chi mi spazierà il mare” Editrice Zona, prefazione di Alda Merini, postfazione di Andrea Camilleri.

 

immagine presa dal blog "i colori dell’anima"

Perché i poeti sono poveri?rubrichetta n. 0 su poeti e dintorni -

Vi siete mai chiesti perché i poeti sono poveri? Almeno quelli veri…
Mia moglie non butta mai niente, figuriamo i testi scolastici. Un giorno in un armadio polveroso, mettendo a posto, è spuntato un tomo giallognolo senza copertina. All’interno, di traverso, c’era appuntato nome e cognome di mia moglie, nonchè la classe frequentata (3°E) . Un volume bello vissuto di 1241 pagine. Sfogliando inciampo su un intenso pezzo a pag 795, sempre attualissimo nonostante abbia quarant’anni. Un articolo scritto da Domenico Porzio, ripreso dalla rivista Epoca XXI, 1970, dal titolo: perché i poeti sono poveri? (risposta alla domanda di un ragazzo fatta al giornalista).
Vi invito alla lettura, a riflettere, a pensare perché in Italia le cose non cambiano mai.
 
“Io da ragazzo stavo in una strada dove abitava un poeta povero. Viale Mugello, prima della guerra, era ancora periferia di Milano: un viale largo, spartito in tre vie da due aiole d’erba gracile e da due file di platani; un viale breve, con una scuola gialla e poche case, mozzato ai lati dai un binario della ferrovia.
Lui, il poeta, abitava nella prima casa del viale, in due locali al pianterreno: un appartamento modesto nel quale sbirciavo uno scaffale di libri contro una parete di fiori sbiaditi e in cui a sera si accendeva una lampadina fioca. Usciva dal portone a ore fisse : tutte le volte che potevo, cercavo di trovarmi sui suoi passi per osservarlo da vicino; sapevo chi era, avevo già letto alcune sue poesie e il suo misterioso mestiere mi stupiva. Indossava un abito grigio, sempre lo stesso, liso e pulito, portava quasi sempre una borsa a cartella nella quale forse , nascondeva tra carte e libri, rientrando, qualcosa per la cena; camminava rasente al muro, come un ripetente, con uno sguardo insieme assente ed ironico e con un’ombra di un sorriso sulle labbra sottili. Quando a sera, rincasava, sembrava più allegro: si fermava ad accarezzare la minuscola figlia coi capelli crespi che saltellava nei quadrati del gioco dell’oca, disegnati per terra e sorrideva ad un volto bruno e triste di donna in attesa dietro ai vetri. Certo, lasciava alle spalle un amaro lavoro quotidiano dal quale spremeva l’indispensabile per vivere: aveva finalmente la notte tutta per sé, per i suoi libri e per quelle straordinarie parole che disponeva con pazienza su carta. Dal balcone della mia stanza, al quarto piano dirimpetto, mi accadeva spesso di fissare, fantasticando, la sua finestra al pianterreno, con quella luce nebbiosa dietro le mezze tendine, ed il lento muoversi di una vaga ombra. Forse fu una di quelle sere che la sua mano scrisse i seguenti tre memorabili versi “Ognuno sta solo sul cuor della terra/trafitto da un raggio di sole:/ed è subito sera”.
Il poeta premio Nobel Salvatore Quasimodo fu per tutta la vita un uomo povero: il premio svedese e il riconoscimento mondiale alla sua poesia gli diedero negli ultimi anni una certa agiatezza: ma non ville, né appartamenti , né proprietà terriere. Non ne ha Giuseppe Ungaretti, né Eugenio Montale, né altri che le storie letterarie indicano come i depositari della poesia italiana contemporanea. Costoro hanno pubblicato libri e raccolte di versi, lodati e lacrimati anche dai ricchi e dai potenti, ma nessuno di essi vive della propria poesia. Tutti si sostengono, quando lo hanno, con un secondo mestiere: l’insegnamento, il giornalismo, la collaborazione, alla radio e alla televisione; e talvolta con lavori umili e umilianti. Certo, una ideale società civile dovrebbe mantenere a proprie spese almeno i vecchi e riconosciuti suoi grandi poeti: in altri paesi assolvono lo scopo, anche se parzialmente, Fondazioni e Accademie; a noi abolita l’Accademia fondata nell’era dell’Orbace, nessuno ha sentito il dovere di sostituirla. Il denaro pubblico ha, forse, altri impegni da assolvere. D’altra parte, che pretende la genìa ei poeti? Non sanno che carmina non dant panem? (la poesia non dà a vivere).
In realtà i poeti hanno sempre rappresentato uno scandalo. Platone li riteneva uomini senza senno.
Il giudizio, nei secoli, si è modificato, ma la società colloca i poeti tuttora in un angolo, dietro la lavagna: perché la nascita di un poeta è sempre un attimo di disordine, e questo disordine – ha scritto Quasimodo – genera insofferenza. Sono creature, i poeti, che credono in modo scandaloso e sono sempre innamorati scandalosamente: anche quando sono disperati e non rinnegano mai la vita e dicono parole vive ma talvolta oscure, come voce di un oracolo di cui temiamo il significato.
Il poeta non è, come nella romantica immagine di Shelley, un usignolo che sta al buio e canta per alleviare la propria solitudine. E un irregolare il quale non teme nemmeno la morte, abituale visitatrice dei suoi pensieri: egli è sereno quindi, là dove non ci spaventiamo, ed è violento là dove non ci spaventiamo, ed è violento là dove vorremmo quiete ed acque calme. Il poeta non diventa, ma nasce, e quando è tale, egli è uomo intento a perseguitare senza scampo le omissioni d’amore; diventa un pericolo perché – scrisse Dylan Thomas – vuole bruciare e restituire il mondo. Il suo abbraccio è sempre un atto di violenza.
Sono poveri quindi, dunque, per diritto: perché devono essere liberi se vogliono costruire la storia e la cultura che conta. Se le loro parole decadessero a un semplice prodotto di consumo e divenissero fonte di ricchezza, scomparirebbero le verità dalla terra e con esse la poesia. Brancoleremmo senza bussola in un mondo senza amore e allora, ha scritto Quasimodo, “cacciati i poeti dalla terra come la grande peste, verrà il tempo del silenzio. Così le sabbie ricoprirono molte civiltà”.
 
                                                                                      Domenico Porzio (in Epoca, XXI, 1970, n. 1039)
 

 

Scrittori Precari Reading Tour Italiano 2009
Dal 19 al 26 settembre 2009

Il Collettivo romano Scrittori Precari dal 19 settembre farà tappa in varie città di Italia per una serie di reading incentrati sul precariato inteso nel senso più esteso del termine.

Con la collaborazione di altri autori che hanno aderito all’iniziativa nelle città che saranno toccate, Gianluca Liguori, Simone Ghelli, Angelo Zabaglio, Luca Piccolino e Alex Pietrogiacomi leggeranno opere inedite di poesia e narrativa e brani tratti dalle loro pubblicazioni.

Di seguito il programma
Anteprima “Scrittori precari Reading tour 2009”

17 – Roma, dalle ore 18 alle 24, Associazione culturale Simposio, via dei Latini 11
Maratona letteraria:
Gianluca Liguori, Antonio Romano, Girolamo Grammatico, Ilaria Mazzeo, Simone Ghelli, Cristian Giodice, Dario Falconi, Peppe Fiore, Alex Pietrogiacomi, Roberto Mandracchia, Angelo Zabaglio, Alessandro Hellmann, Luca Piccolino, Luca Moretti, Cristiano Armati, Andrea Coffami, Dario Morgante, Massimiliano Coccia e Vanni Santoni. Inframezzi musicali di Mad. Res. Klern

Tour precario settembre 2009

19 – Napoli, ore 19, Libreria Ubik, via Benedetto Croce, 28
Ospiti Marco Marsullo e Raffaella R. Ferré

22 – Firenze, ore 21.30, Libreria La Cité, Borgo San Frediano 20r
Ospiti Vanni Santoni e Ilaria Giannini

23 – Bologna, ore 19.30, Libreria Zammù, via Saragozza 32a
Ospiti Decimo Cirenaica e Matteo Bortolotti

24 – Milano, ore 19.30, Frida Café, via Antonio Pollaiuolo 3
Ospite Giacomo La Franca

25 – Meldola (FC), ore 21.00, Casa del Cuculo, via Ceppareto 14

26 – Giano dell’Umbria (PG), ore 19:00, Repubblica di Frigolandia, Località La Colonia/Montecerreto
Ospite Barbara Pinchi

Per informazioni
scrittoriprecari@yahoo.it
www.scrittoriprecari.wordpress.com

ufficio stampa
pressscrittoriprecari@gmail.com
347 80.57.496

 

Segnalo delle pubblicazioni su ebook di

Clepsydra Edizioni



Tra gli autori editi anche alcuni nostri amati ospiti: 

Giacomo Cerrai - Antonio Fiori - Pier Maria Galli

-Francesca Pellegrino - Iole Toini - Liliana Zinetti.


 

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Luigi Di Ruscio- "intervista al poeta operaio"


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