progetto lettura 72 = marmo legge marmo

C’era una volta l’editore  ("artigiano del libro e scopritore di talenti")

L’immagine di seguito si trova all’indirizzo www.flickr.com/photos/46089187@N00/3835689859/

  Un bell’articolo di Franco Loi, per la rubrica: “Maestri dell’editoria”, è apparso ieri sull’inserto della Domenica, del Sole 24 ore. L’articolo “ poesia in bicicletta”, ricorda con nostalgia, a dieci anni dalla morte, la figura di Vanni Sheiwiller “Editore di taschinabili, così si definiva lo stesso editore. Un bell’articolo dove tratteggia la figura dell’editore “tipo”, ma anche dell’uomo.

Sembra quasi che Loi, con questo pezzo, volesse riprendere il filo del discorso interrotto dal gesto provocatorio del poeta Michele Caccamo, che in polemica con i suoi Editori ha voluto in questi giorni rendere pubbliche e scaricabili le sue raccolte poetiche. Intanto voglio precisare il mio punto di visto sulla figura dell’editore. Credo che l’Editore sia un mestiere come un altro, e che fare l’editore non vuol dire, per amore dell’arte, fare la Dama di San Vincenzo. O pensiamo che gli editori non abbiano un mutuo da pagare o una famiglia da mantenere? Sto pensando soprattutto ai piccoli editori, quelli che danno spazio all’invendibile poesia e che non possono fare a meno di chiedere un contributo all’autore.

Il nodo della faccenda, secondo il mio punto di vista, è come l’editore svolga il proprio mestiere: se esiste un codice etico nel proprio lavoro, delle regole non scritte per farlo con assoluta coscienza, in nome dell’arte, questo bel mestiere; se pensa a qualche modo per agevolare l’autore bravo e squattrinato da pubblicare. Non credo, sinceramente, nel marasma “di poeti contemporanei”, che tutti, proprio tutti meritino di essere pubblicati. Utopicamente mi piace immaginare che un giorno non esistessero più case  editrici disposte a pubblicare tutto e tutti senza ritegno.
Credo, invece, che il problema principale, una volta che un autore ha verificato che veramente gratis non ti pubblica nessuno, e che il suo lavoro meriti di essere pubblicato, è quello di trovare un editore che possa rispettare le proprie aspettative. Prima di pubblicare bisognerebbe pensare quali sono, però, queste aspettative e verificare  se sono in linea con quelle della casa editrice.
Loi, in "poesia in bicicletta", esalta la figura di un editore serio ed "eticamente" a posto e lo rimpiange:
“ Mi sembra di andare a un tempo molto più lontano, un tempo in cui uomini come lui erano una regola all’interno del mondo della cultura dell’editoria e del giornalismo e voglio citare Giancarlo Vigorelli e poi Fortini, Sereni, Vittorini, Arnoldo Mondadori, Cesare Pavese, Italo Calvino, Davide Lajolo.
Loi, si sofferma a raccontare come lo ha conosciuto e l’impressione che ha avuto dell’uomo, dopo che non sia andato a buon fine il progetto di un suo libro.
…“Qui voglio sottolineare una qualità di questo editore inimitabile oltre la sua onestà intellettuale, l’affetto per gli scrittori e la diligenza artigianale nel suo lavoro, possedeva una dote che Don Lorenzo Milani riteneva fondamentale in un vero uomo: “La coltivazione della memoria”. Anni dopo, lo Sheiwiller quasi scusandosi, invitò a pranzo Loi e subito dopo il progetto andò in porto:
… Racconto questo episodio perché mi sembra simbolico sia per tratteggiare la figura di uomo, sia per rammentare la nobiltà di un mestiere così utile alla diffusione della cultura e alla valorizzazione degli uomini che la praticano. Mi pare anche necessario, oggi, ricordare l’importanza del suo catalogo per la memoria di un’epoca, ma per l’immagine di questo piccolo grande editore che saliva sui treni con la sua valigetta per far arrivare i libri a qualsiasi libreria italiana…Vanni ha sempre inteso il suo lavoro come un atto culturale, e intessuta di cultura e della frequentazione di uomini di cultura è stata tutta la sua vita. Mi disse una volta “ Se fai l’editore, non devi pensare al guadagno… Sì, il necessario per sopravvivere…Ma non oltre l’interesse per l’autore”…
Rammenta di manifestazioni inequivocabili a favore dell’atto di creatività ovunque si manifesti: “Tanti anni prima, a casa sua in via Melzi d’ Eril mi volle mostrare le opere d’arte che nei posti più impensati arricchivano il suo appartamento. Alcune sculture le accarezzava e mi faceva notare la loro finezza come fossero opere sue. Quando ci sedemmo a pranzo non smise mai di parlarmi d’arte e di poesia. Pensai alla sua solitudine e alla sua attività di piccolo gnomo dell’editoria e, in quella sua disordinata e grande casa, mi parve ancora più solo e compresi il senso di quella sua dedizione al lavoro. Tutti ne abbiamo sentito la mancanza, e mi riferisco agli amici, ma certo alla stessa Milano ha sofferto e soffre il vuoto lasciato dalla sua scomparsa”.
Mi domando se sono gli editori (probabilmente non tutti), oggi, ad essere cambiati, o gli uomini della nostra società, autori compresi, con le loro aspettative?
               
                                                                                                                                                                                        Roberto Ceccarini

 

3 commenti »

  1. Bisognerebbe stilare, caro Roberto, il galateo del buon editore, quello del buon scrittore, quello del critico onesto, quello del blogger corretto, quello del giornalista serio, finanche quello del buon lettore ….tutti questi soggetti infatti compartecipano alla nascita, alla diffusione e al ’successo’ di un libro; si anche l’autore deve comportarsi con serietà (essere consapevole dei propri valori e dei propri limiti, conoscere ed accettare il galateo altrui, leggere buoni libri, almeno ogni tanto). Il discorso diventerebbe lunghissimo. Una riflessione però vorrei suggerirla: resisterà più al tempo un discreto autore pubblicato solo su carta o il buon poeta inedito su carta ma apprezzatissimo in rete? E siamo sicuri che tra vent’anni esisterà ancora l’editoria cartacea così come l’abbiamo conosciuta, fatta di tanti pirati ma anche tanti Vanni, Michelangeli, Pieri, Gianfranchi etc etc ?
    Un caro saluto
    Antonio

    Comment di Antonio — 6 ottobre 2009 @ 15:19

  2. beh concordo con te caro Antonio, l’etica è fondamentale per lo sviluppo e la crescita di una comunità…
    per quanto mi riguarda, non credo che resisterò, nei secoli, al fascino del libro…
    buonanotte buon amico,
    r.

    Comment di redmaltese — 7 ottobre 2009 @ 00:12

  3. per correttezza ‘informazione, inserisco i commenti sul pezzo, prelevati direttamente da facebook:
    Diana BattaggiaGrazie Roberto per le intelligenti opportunità di riflessione offerte.
    Mar alle 2.39 · Guido Garufi -Conobbi molti anni or sono Scheiwiller che fu tra l’altro l’editore di un libro su Sereni dell’amico Remo Pagnanelli. Come non ciondividere quanto l’altro amico, Loi, scrive?In una conversazione telefonica che si perde nel tempo, mi disse Vittorio Sereni ( e poi me lo scrisse), a proposito del “mestiere” di direttore ( Mondadori) che doveva … Visualizza altrodifendersi dalle richieste, sono andato a riprendere la sua lettera, nel pezzo che ci interessa a proposito delle pressioni per pubblicare: ” non posso, non debbo, non voglio rispondere”. Meglio essere cestinati da chi ha autorevolezza.
    Mar alle 2.59 · Roberto Ceccarini - grazie per l’interessante testimonianza sig. Garufi.
    cara Diana,era un bell”articolo…
    Mar alle 21.12 · Gian Ruggero Manzoni - Ho avuto l’onore di essere stato un autore di Vanni nonché di essere stato (anche per famiglia) suo amico. Sono sconcertato che il suo “marchio” ora sia in mano della Mondadori. Tutto qui. Onore a un grande uomo… a un libero pensatore, a un anticonformista, che non temeva alcunché, anche di editare Evola quando si rischiava di venire gambizzati.
    Mar alle 21.46 · Imperfetta Ellisse - articolo importante, Roberto, proprio per quella memoria che è necessario coltivare, anche di grandi uomini che non abbiamo conosciuto. Ma, mi chiedevo, i poeti “ggiovani” ne sanno qualcosa?
    abbraccio
    Mar alle 21.52 · Michele Caccamo - Grazie Roberto.
    Loi non ha di certo letto della mia protesta ma ha fiuto e sensibilità di poeta. Siamo tutti stancamente presenti, dentro questo unico vuoto.
    Mar alle 23.12 · Antonio Fiori - Bisognerebbe stilare, caro Roberto, il galateo del buon editore, quello del buon scrittore, quello del critico onesto, quello del blogger corretto, quello del giornalista serio, finanche quello del buon lettore ….tutti questi soggetti infatti compartecipano alla nascita, alla diffusione e al ’successo… Visualizza altro’ di un libro; si anche l’autore deve comportarsi con serietà (essere consapevole dei propri valori e dei propri limiti, conoscere ed accettare il galateo altrui, leggere buoni libri, almeno ogni tanto). Il discorso diventerebbe lunghissimo. Una riflessione però vorrei suggerirla: resisterà più al tempo un discreto autore pubblicato solo su carta o il buon poeta inedito su carta ma apprezzatissimo in rete? E siamo sicuri che tra vent’anni esisterà ancora l’editoria cartacea così come l’abbiamo conosciuta, fatta di tanti pirati ma anche tanti Vanni, Michelangeli, Pieri, Gianfranchi etc etc ?
    Un caro saluto
    Antonio
    Mar alle 23.31 · - Annamaria Ferramosca Donato Valli, amico di Sheiwiller, mi disse di essere stato colpito da una sua frase, che suonava pressappoco cos… Visualizza altroì: “Dobbiamo ricordare che i poeti sono gli unici a perseverare, consapevoli che la loro attività di scrittura li porta al lastrico” in ciò riconoscendo la spinta limpida che solo nei poeti si verifica.
    E portava questo rispetto per gli autori fino all’estremo, ponendosi, come ben dice Loi, nel lavoro di editore, un programma “di sola sopravvivenza” , di vera azione culturale profondamente etica. In quanti oggi lo imitano?
    Occorrerebbe oggi un ripensamento rivoluzionario del mestiere di editore, che già barcolla per lo svilupparsi del’autopubblicazione con print on demand.
    Ieri alle 0.13 · Annamaria Ferramosca - Occorrerebbe capovolgere il sistema di acquisto copie da parte dell’autore, facendo in modo che “eticamente” l’autore non si senta autorizzato a pubblicarsi, anzi si senta isolato, se non vagliato- magari in anonimo- da un larghissimo pubblico.
    Come sai, Roberto, e come molti sanno, ho lanciato qualche mese fa una proposta su facebook http://www…. Visualizza altrohttp://www.facebook.com/note.php?note_id=69017802886&ref=mf
    per poesia da selezionarsi in anonimo che è ancora aperta e attende adesioni da parte di editori genere Schewiller…
    Ieri alle 0.21 · Mariapia QuintavallaCaro Roberto,
    barcolla tale mestiere, prima di tutto per l’immoralit… Visualizza altroà grave di cui si nutre la scena pubblca italiana, ogni giorno più desolata, i costumi, l’etica che non c’è, la memoria e la cultura, figurarsi se non latitano. No, non soltanto la sovraofferta di scriventi sui lettori provoca intasamento, ma ripeto, l’appiattimento di criteri e professionalità, in un’ottica piegata sempre più a marketing puro..e si vede, si legge!Certo Vanni politiche aziendali non ne curava, né F.Loi; taciamo della sorte della disinformazione ai più giovani, che ne discende. Ti saluto Roberto, Maria Pia Q
    Ieri alle 0.27 · -Roberto Ceccariniri -ringrazio tutti per le vostre testimonianze-contributo
    mi sembra di avvertire,nei vostri interventi, tutto il malessere per questo status quo.
    “capovolgere il sistema di acquisto” Anna Maria?…
    Ieri alle 1.04 · Gian Ruggero Manzoni - E’ finito un tempo caro Roberto. Si può capovolgere quel che vuoi, ma la “poesia della poesia” è andata… niente è più “eroico”, è solo stancante, noioso, circolare su se stesso, come nelle spire di un boa… quindi anche strangolante. Leggi le news nell’odierno sito Scheiwiller e te ne potrai rendere conto di persona, sebbene Berardinelli & C. (sempre quelli, del resto, il solito giro giroso).
    Anch’io non ho ben capito ciò che Annamaria intenda.
    Ieri alle 3.02 · Annamaria Ferramosca - cari Roberto e Gian Ruggero, il sito che ha ospitato il dibattito su un’”altra” modalit… Visualizza altroà di pubblicare poesia è http://www.clepsydraedizioni.com/, dove si può conoscere una mia proposta al riguardo e si può rispondere ad un sondaggio lasciando se si vuole, il proprio suggerimento e/o commento. Qui, proprio per rispetto alla figura di Scheiwiller, non è il caso di oltrepassare il tema della onesta editoria.
    Sono d’accordo, Gian Ruggero, con la tua visione di uno spazio di poesia oggi asfittico e autoreferenziale, di cui però dovremmo, dopo averne preso coscienza, anche in pochi,
    elaborare insieme qualche soluzione, qualche orizzonte di respiro. Per non affondare nel marasma e nell’isolamento.
    Ieri alle 11.33 ·

    Comment di redmaltese — 8 ottobre 2009 @ 18:46

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