progetto lettura 72 = marmo legge marmo

Ascanio Celestini si esibirà a Sermoneta il 23 agosto. “Pecora nera è il titolo dello spettacolo che sarà messo in scena presso l’arena del ristorante il Parco Vecchio di Sermoneta. I biglietti costano 10 euro + 2 per diritto di prevendita.

Lo spettacolo di Ascanio Celestini è ospitato all’interno della rassegnaCANTIERE DI TEATRO D’ARTE 2009 – X EDIZIONE organizzata da Opera Prima. I punti prevendita: Circuito Amadeus, “Bar Poli” Piazza del Popolo, Sermoneta, www.greenticket.it . Per informazioni rivolgersi alla Compagnia Opera prima 0773 .268727- 393.3012414 .0773.414521

www.operaprima.it – email  operaprimalt@libero.it


 La pecora nera - Elogio funebre del manicomio elettrico

Uno spettacolo sull’istituzione manicomiale di e con Ascanio Celestini.
"Raccolgo memorie di chi ha conosciuto il manicomio un po’ come facevano i geografi del passato. Questi antichi scienziati chiedevano ai marinai di raccontargli com’era fatta un’isola, chiedevano a un commerciante di spezie o di tappeti com’era una strada verso l’Oriente o attraverso l’Africa. Dai racconti che ascoltavano cercavano di disegnare delle carte geografiche. Ne venivano fuori carte che spesso erano inesatte, ma erano anche piene dello sguardo di chi i luoghi li aveva conosciuti attraversandoli.
Così io ascolto le storie di chi ha viaggiato attraverso il manicomio non per costruire una storia oggettiva, ma per restituire la freschezza del racconto e l’imprecisione dello sguardo soggettivo, la meraviglia dell’immaginazione e la concretezza delle paure che accompagnano un viaggio.
Ascanio Celestini lavora da tempo a questo progetto: da quando, nel 2002, la sua attenzione si è rivolta alla relazione fra gli individui e le Istituzioni cardine del nostro Paese. Da questa indagine è già scaturito il racconto – rappresentazione di FABBRICA (settembre 2002, Benevento Città Festival).
Quando Celestini si è trovato a collaborare per la prima volta con il Teatro Stabile dell’Umbria, che nel 2003 ha prodotto SIRENA DEI MANTICI (storia delle acciaierie di Terni, nata nel solco della ricerca relativa a FABBRICA), l’interesse dello Stabile per la sua intenzione di raccontare la memoria dell’Istituzione manicomiale, è stato immediato ed è nato l’accordo di produrre insieme questo nuovo racconto teatrale.
Durante gli anni Settanta, nel territorio della città di Perugia, la Riforma della Psichiatria ha vissuto precocemente quella stagione rivoluzionaria e sperimentale sfociata nella Legge 180 del 1978, nota come “la Legge Basaglia”. Nella primavera del 2003, la collaborazione dello Stabile umbro con Ascanio Celestini è partita proprio da questo e la sua ricerca sul campo, i suoi primi incontri con i testimoni della vita manicomiale, prima e dopo la Riforma, sono avvenuti a Perugia. Da allora Celestini ha proseguito il suo lavoro in molte altre città italiane, visitando i luoghi degli ex manicomi e raccogliendo memorie ed esperienze, prevalentemente degli infermieri ma anche di medici, sempre affiancato dai gruppi di studenti e di attori che hanno partecipato alla sua ricerca. Il processo di costruzione dello spettacolo, infatti, contiene un altro progetto: il laboratorio storie da legare.
Il laboratorio storie da legare, si è intrecciato con la ricerca di Celestini, nelle stesse città dove si è svolta la sua indagine sulla memoria manicomiale. Gli studenti e gli attori, sotto la sua guida, hanno potuto sperimentare forme e tecniche di scrittura scenica, partendo dai racconti autobiografici degli operatori psichiatrici.
Tutte le testimonianze sono state documentate sia in audio, sia in video. È nella complessità di questo presente dove si sovrappongono la memoria del manicomio, la questione medico - psichiatrica, la terapia con i farmaci e la contenzione fisica che si va ad inserire il nostro lavoro. Un lavoro di indagine nella memoria del presente come luogo di sedimentazione di storie diverse. E sono proprio le storie che stiamo cercando. Storie di persone che hanno abitato il luogo chiuso e strutturato del manicomio, la destrutturazione dell’istituzione, la frammentazione e il mescolarsi con i territori circostanti. Ci interessano le storie personali perché tracciano una rete di prospettive diverse attraverso una questione che non può essere letta come un evento unico. Ci interessano perché sono quelle che hanno trovato una possibilità per raccontare all’esterno una vicenda che rischia costantemente di rimanere una questione privata o un problema scientifico. Ci interessano perché lavoriamo alla costruzione della drammaturgia di uno spettacolo che sarà sostanzialmente un insieme di molte storie. Una drammaturgia che per noi dovrebbe saper raccontare anche il presente della memoria e non soltanto il passato della letteratura teatrale. Una possibilità nuova per un teatro civile che sperimenti la propria “civiltà” non soltanto nelle tematiche, ma soprattutto nella possibilità che queste forniscono per mettere direttamente in relazione le persone con la propria memoria e con il proprio presente.
E poi le storie ci interessano perché mettono direttamente in comunicazionel’evento al quale si è assistito e il bisogno di comunicarlo per trasformare l’immagine personale in immaginario collettivo.
                                                                                                                                                                   Ascanio Celestini

fonte notizia:     http://www.latina24ore.it/altre-notizie/4477-ascanio-celestini-a-sermoneta-con-qpecora-neraq.html

LAICISSIMA VISIONE. NUOVI MISTICI
DATE E LUOGO: presso “Invito alla lettura”, 09 agosto, ore 19.00, Giardini di Castel Sant’Angelo, Roma.


Poeti e performer (live), artisti visivi, videoartisti (in video), si alternano sul palco in una osmosi stilistica e tematica che lega lo sguardo del videoartista e le visioni psichiche della poesia, alla voce nuda del performer. Consigliato a chi non cerca visioni ovvie, rassicuranti, distrattive, destinate ad esaurirsi con il consumo, bensì scritture ed immagini che possano continuare ad essere lette e decifrate con gli occhi del pensiero.

ARTISTI: Maria Grazia Calandrone (poeta), Giovanna Marmo (poeta e performer), Bianca Madeccia (poeta e artista visiva), Stefano Amorese (in arte: Faraòn Meteosès, poeta e performer), Nina Maroccolo (poeta, performer, artista visiva), Claudio Comandini (poeta e performer), Tiziana Cera Rosco (poeta e videoartista), Irene Ester Leo (poeta e videoartista), Alessandro Brucini (poeta e videoartista), Antonella Bukovatz (poeta, performer, videoartista), Marcantonio Lunardi (videoartista), Lughia (artista visiva).

PRESENTA: Mimma Marchisella

DIREZIONE ARTISTICA:
Bianca Madeccia madeccia@tiscali.it,

Stefano Amorese fmeteoses@gmail.com,
 

 

 

 
Succede che t’incontri con qualcuno che conosci: un vicino di casa, un ex compagno di scuola o come nel mio caso il padre di un conmpagno di scuola di mia figlia. Poi parlando del più e del meno scopri che dipinge e poi ancora che scrive poesie. Gli dico: fammi vedere qualcosa, ed eccoci qua che nasce una corrispondenza e alcune mie note che trovo sia giusto renderle pubbliche, approfittando di “Oboesommerso:
 
  "Di tutti i tuoi quadri i "Bufaloni" mi hanno veramente colpito. Un quadro che  sprigiona una forza intrinseca, devastante. Pur nella loro immobilità  i bisonti plasmati da tonalità di colore cupo,  comunicano con vigore la  sofferenza, l’angoscia della loro condizione "animale" (non so perché mi rimandano in qualche modo al famoso "urlo" di Munch). La loro imponenza d’assieme viene scheggiata dall’anonimità del paesaggio. Paesaggio ventoso  ed instabile con tutto quel materiale volante sopra le teste dei bufali. Quel materiale che potrebbe essere benissimo  pezzettini di mondo che  vagano senza meta. Questo è quello che mi comunica questo bel quadro e  quello  e quello della "casa barcone", accomunati dalle tonalità dei  colori usati e appunto dal “ventoso” e instabile paesaggio.
 Trovo nella tua pittura, oltre all’indiscutibile proprietà tecnica (che  desumo solamente…) una prerogativa: l’urgenza di esternare il disagio.  Il coraggio di esprimere il colore interiore, tutte le vibrazioni che 
provengono dall’inconscio, nella piena autenticità del proprio essere. 
… Sulle poesie devo dirti che sono state una piacevole sorpresa, anche qui  l’inconscio prende luce. "I due infiniti" ed "esplodere", ne sono la  testimonianza. Una scrittura che definirei in grande linee Ungarettiana per la capacità  di sintesi e per brevità del verso. Si vede che lavori sullo scarto.  Secondo il mio modestissimo parere i mezzi ci sono. Quello che mi  incoraggia maggiormente è la sensibilità che viene fuori e come la  controlli. Certo, la scrittura va praticata e tu forse sei un po’ pigretto.."




 
 Un infinito è in noi
oltre la mente, invisibile
all’essere che scruta
nei meandri oscuri
del recinto mentale
 
L’ altro è fuori
è oltre il corpo
in ciò che guardi
anch’esso sospeso
e insoluto
 
Allora fuggi l’ignoto
nei tuoi ripari,
oppure affidi
ad altra immensità
credi che solo Dio attenua.
 

 

 Esplosioni
 
Inesorabili frastorni
di vie occluse
turbano colori
infranti di crisalide
e così cablati
cercano riparo,
in amori
da condividere
e in amici
con cui godere
dall’alto del monte.




 
Riccardo Paparella nato a Formia il 30 Agosto 1959, figlio d’arte risiede ed opera a Latina ha studiato presso il liceo Artistico di Latina, l’Accademia di Belle Arti di Frosinone ed  è stato insegnante di Ed. Artistica..La sua arte trova radici nella conoscenza della  natura e nella necessità di sintesi che porta in  pittura alla rottura dell’immagine, con a volte il travalicodei margini . Inizia l’esposizioni figurative nei primi anni ‘80 realizzando numerose personali e  collettive tra le quali: la rassegna d’arte svoltasi al Festival dei due Mondi a Spoleto nel 1996, mostre del “Porticato Gaetano” a partire dal 1999, dal 2003 esponendo in alcune manifestazioni culturali del Consorzio di Bonifica dell’ Agro Pontino, il Decennale del Circolo degli Artisti alla Pinacoteca Com. di Latina nel 2005.Ha partecipato a vari concorsi nazionali di pittura e poesia, alcune liriche sono state pubblicate su riviste, quotidiani regionali e locali All’attivo saggi critici di C. Nagliatti, R Silvestri, L. Marafini, A. Piattella, P. Incardona, B. Creo, S.Vona. Iioltre le sue opere figurano su libri, cataloghi d’arte nazionali e collezioni pubbliche e private 

 

All’interno dell’Estate Romana 2009 “ Letture d’estate lungo il fiume e tra gli alberi”
Dal 18 Giugno al 23 Agosto 2009 – Giardini di Castel Sant’Angelo - Roma
 
  
Lunedì 13 Luglio 2009
ore 20,00
Presentazione del Libro di Dale Zaccaria
Inedito per una passante – Manni Editori pp. 72
 
Introducono la Professoressa Leila Zammar e Pierluigi Angelucci
a seguire Happening di Poesia e Pittura
di Dale Zaccaria e Francesca De Angelis
 
Giardini di Castel Sant’Angelo – Lungotevere Roma
www.invitoallalettura.org
ingresso libero e gratuito

 

Claudio Pagelli

"l’incerta specie" - Lietocolle Editore

  
“Ho mangiato il fiore dei pazzi”
 
ho mangiato il fiore dei pazzi
e il rogo, il midollo degli anni
come contorno al pasto muto –
“sapevi dei miei semi oscuri
trapiantati dalla bava di un cane,
del veleno e dei molti volti
che mi sono stati donati,
perché hai disturbato l’ombra
che ripara la radice buia
da questo sole che m’annoia ?”
camminavo fra le spine dei cardi,
un rovo di stelle nel sangue,
ero stanco, lo sai, dei passi
vuoti nel bosco che mangia la luce.
“così hai scelto l’inganno feroce
che strozza anche il lupo più astuto,
il mio colore scruta l’infinito
e tu volevi cogliere il segreto,
l’assenza dei cardini, il punto brado
dove il fuoco tocca la mano
senza incendio, e un cielo più vicino”
                               musica David Gudman

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Gesù e la lucertola
 
 
ti nascondi dietro la croce
come un insetto all’ombra del sole
sgranando il canto del rosario
per celare il tuo vero volto,
la corona di spine che ti strozza le vene strette,
il flebile flusso delle virtù che s’increspa alla luce ogni sguardo recita la cifra del calcolo,
la lucida fretta della lucertola
che scatta verso la mosca
 

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L’uomo e l’argilla
 
tu scavi la mia argilla
con le tue spalle di sangue,
il tuo cuore di spugna
mi beve le vene profonde.
sei alta come un cristallo
che mi crolla in gola,
e tutta la violenza che stringo
fra le dita è una vampa
inattesa, il profilo di dio
il tuo corpo deluso
 

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La trappola
 
 
sei come l’aria, come seme di
sabbia nata nel vento che ci porta…
la mota t’inquieta, tu brilli
al nervo teso della luce che
fugge fra le pietre nere del cuore,
sorridi agli inganni degli sguardi, all’astuzia
dei tuoi denti feroci.
un’aragosta indugia sul fondo,
scosta un poco d’acqua
ma invisibile alla rossa corazza
la nassa è già tesa alla stretta, si scalda
l’occhio al di sopra del mare ride il pescatore
all’ombra della randa che lo ripara dal sole

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  Claudio Pagelli nasce a Como nel 1975. Autore de “L’incerta specie” (LietoColle, 2005, prefazione di Manrico Murzi), “Le visioni del trifoglio” (Manni, 2007, prefazione di Fabiano Alborghetti) e "Ho mangiato il fiore dei pazzi" (Dialogo, 2008). Con l’artista Emanuele Gregolin ha pubblicato plaquettes per i tipi Pulcinoelefante.Premiato in numerosi concorsi letterari di interesse nazionale. Sue poesie compaiono in antologie, cataloghi d’arte, siti a tema e riviste di settore. Presidente dell’Associazione Culturale Helianto, vive e lavora a Rovello Porro, nel comasco.

 

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Commenti

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