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Francesco Giordani
"Le cose avevano sempre ragione" (in edition) e altro
E’ la coda di un millennio ferito
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Toccare il corpo di una donna
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Francesco Giordani è nato a Latina nel 1985. Ha iniziato a pubblicare poesie nel 2001, comparendo in piccole antologie, riviste, cataloghi e libri d’arte. Nel 2008 ha esordito con la raccolta “Le Cose Avevano Sempre Ragione” (Inedition, Bologna, 2008) e nello stesso anno si è laureato in filosofia con una tesi di ermeneutica artistica sulla ricezione filosofica dell’opera letteraria di Antonin Artaud nel pensiero di Jacques Derrida, Gilles Delueze, Maurice Blanchot e Michel Foucault. Collabora da tre anni con recensioni e monografie di carattere musicale con i siti www.ondarock.it e www.kalporz.com. Sempre nelle vesti di articolista collabora inoltre con l’associazione onlus “Dialogo” di Aprilia.
Facciamo gli auguri ad una nuova rivista on line: Libraria
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perfondersi e non confondersi
LibrAria non è un forum di scrittura o un blog collettivo e non si pone come alternativa a questi, ma come complemento.
Nel vasto panorama del web non serviva certamente un altro spazio in cui depositare i propri testi in attesa di una lettura, quindi ci siamo chiesti: "Ma che cosa manca allora oggi? Che cosa non possiamo trovare già in un altro sito o blog o in un circolo letterario?"
E la nostra risposta è stata: "Un posto in cui gli artisti possano fondere le proprie esperienze, senza per questo uniformarsi o confondersi; un posto in cui al centro del pensiero ci sia l’arte e la sua complessità, una visione d’insieme che, nonostante la precarietà dei tempi-web, riesca a mantenere la storia di un percorso comune, di una comunità viva e che considera l’essere artista un dono da coltivare e non soltanto una forma di comunicazione avulsa dal contesto; un posto in cui, come in una pentola in ebollizione, le opere non scivolino sul fondo aspettando la grazia di un commento, ma continuino a parlare e a perfondere il loro profumo (perché di profumo si tratta e molti di noi l’hanno avvertito più volte) nell’aria, e dove le opinioni e le considerazioni di altri artisti possano considerarsi spezie che impreziosiscono i risultati di questo mondo-web, così difficile, così sfuggente, ma allo stesso tempo innegabilmente pieno di vita".
"Una rivista letteraria aperta a tutte le arti e culture" - ci siamo detti - "dove l’effimero tempo del web possa essere domato, fissato, controllato e consultabile come un catalogo di una biblioteca, dove le opere e le opinioni non siano soltanto titoli e testi rinchiusi in un thread, ma si mostrino storicamente insieme come su una rivista, interagendo fra di loro. Perché noi abbiamo la convinzione che siano le produzioni artistiche ad aver bisogno di uno spazio per interagire, non le persone: per quello ci sono i social network, molto più efficaci di qualsiasi piccolo sito".
Il passo, anzi dovremmo dire il volo, alla nostra farfalla-libro e a LibrAria, è stato quasi spontaneo: in questa compresenza è rappresentata sia la continuità con i tradizionali metodi di trasmissione e promozione dell’arte, sia la potenza di una comunità di artisti che si incontra in uno spazio fisico infinito come quello del web.
Più laboriose, invece, sono state le scelte per la realizzazione della "rivista", sia per quanto riguarda la parte tecnica, sia per le limitazioni che le leggi impongono e, quindi, la necessità di non rientrare fra le testate giornalistiche e trasformare il nostro ideale spazio infinito in una infinita catena di sbarre.
Chi avrà il desiderio di continuare e di credere in questo progetto troverà un’interfaccia di semplice uso; una bacheca degli annunci e una delle lettere dei lettori (in cui appariranno le email di commento inviate ai lettori, registrati e non, attraverso LibrAria, dopo approvazione del destinatario) e, infine, uno strumento per salvare (in formato html o pdf) le proprie opere sulla rivista (accessibile dal book).
Non troverà, invece, per una precisa scelta, i messaggi privati, la struttura del forum tradizionale, la dimensione "verticale" dei blog, la focalizzazione sull’autore e non sull’opera inserita nel suo contesto: l’intento di LibrAria è quello di mettere al centro l’Arte e lasciare che questa si sviluppi in tutte le sue forme possibili, mentre la rivista svolge una funzione di "vetrina attiva" che catalizza le reazioni chimiche spontanee.
Prima Pagina che mette in evidenza ogni giorno i contributi di tutti e che rimanda alle pagine interne, esattamente come in una rivista; la rilettura casuale di almeno un’opera al giorno per le sezioni prosa e poesia; la possibilità di esprimere opinioni, leggere e stampare gli argomenti collegati fra di loro (opere e relative opinioni); la presenza di un indice bibliografico che permette di non perdere la dimensione storica dei percorsi artistici singoli e comuni; uno spazio dedicato ai singoli autori e ai loro contributi artistici, rappresentato da un "book" simbolico inseribile come frame anche nel proprio sito o blog; la possibilità di sottoscrivere non soltanto i feed della rivista, ma anche quelli dei singoli autori, una
Maledettidettimale – omaggio a Piero Ciampi -Il Maggio Sermonetano colpisce ancora